Semaforo t-red con il trucco? » Niente rimborso

Sei assoluzioni, tra cui quella del sindaco di Segrate, e due condanne fino a quattro anni di carcere: si è concluso così il processo milanese con al centro le presunte gare d'appalto pilotate per piazzare i T-red, i cosiddetti semafori intelligenti.

Sono cadute le accuse di associazione per delinquere e abuso d'ufficio, nessun risarcimento è stato riconosciuto dai giudici agli automobilisti multati, circa 150 in tutto e parti civili.

Per le difese la sentenza della quarta sezione penale di Milano ha dimostrato che i T-red, tanto famigerati, erano semafori regolari.

In particolare, il collegio ha condannato a quattro anni di reclusione l'amministratore unico della Ci.ti.esse, azienda che commercializzava in via esclusiva i T-red.

A un anno, invece, con sospensione condizionale della pena è stato condannato il direttore commerciale della Scae, società che si aggiudicò l'appalto a Segrate.

I due, in particolare, sono stati condannati con riferimento alle presunte irregolarità nell'appalto e alla presunta turbativa d'asta.

Assolti, invece, il sindaco di Segrate, che era accusato di abuso d'ufficio, il comandante della polizia locale del comune dell'hinterland milanese, e il funzionario dei vigili, oltre ad altri tre imprenditori, presunti colpevoli.

E' comunque caduta l'accusa principale del processo che era quella di associazione per delinquere, e per alcune imputazioni è scattata la prescrizione.

Tutto ciò che ha creato grande scandalo per l'opinione pubblica nella vicenda T-red è caduto: i cittadini multati perché erano passati con il rosso e che chiedevano i danni non hanno avuto alcun risarcimento, perché il Tribunale ha ritenuto le accuse insussistenti e ha riconosciuto la regolarità degli impianti semaforici.

Il procuratore aggiunto aveva chiesto, invece, otto condanne fino a cinque anni.

Secondo le indagini, c'erano solo quattro secondi tra il giallo e il rosso dei semafori e nemmeno il decimo di secondo, dovuto, tra il rosso e lo scatto del fotogramma che rilevava l'infrazione.

Una tesi che non è più stata nemmeno coltivata nel processo».

Quello dei T-red, secondo quanto sosteneva l'accusa, era un sistema congegnato in maniera illecita per portare nella casse dell'amministrazione comunale di Segrate oltre 2,4 milioni di euro di multe.

Le indagini partite da Segrate si erano poi estese a una trentina di altri comuni italiani, sparsi da nord a sud per presunti illeciti contestati fino all'autunno del 2008.

Centinaia e centinaia, sempre stando alle indagini, gli automobilisti multati dai T-red.

Circa 150, invece, quelli che si sono costituiti parti civili nel processo che si è chiuso lunedì in primo grado. E che non hanno avuto, come al solito, niente.

4 febbraio 2014 · Andrea Ricciardi

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