Semafori intelligenti - le società fornitrici spuntano dai Comuni percentuali sull'importo della multa e sulle spese di notifica

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Semafori intelligenti - le società fornitrici spuntano percentuali sull'importo della multa e sulle spese di notificaSta per scadere il contratto con la ‘Traffic tecnology', la ditta che ha montato le telecamere al semaforo di viale della Vittoria di Pesaro. La durata dell'accordo è fissata in sei mesi, a partire dall'aprile scorso, e ora dunque siamo agli sgoccioli. Nelle intenzioni iniziali doveva prorogarsi con aumento dei semafori ‘intelligentì .

Probabilmente non sarà così, o almeno non saranno più queste le condizioni. A cominciare dai costi della notifica pari ora a 57 euro. Denaro che va diviso in due parti: 42 euro (Iva compresa) per ogni multa pagata finiscono alla ‘Traffic Tecnology'che ha fornito il semaforo ‘intelligentè , gli altri 15 o quasi alla ditta Sapidata di Rimini per accertamenti e notifica. Risultato: con le multe dei pesaresi si sta garantendo un «gratta e vinci» continuo a due ditte private (oltre 60mila euro in pochi mesi per la Traffic) che svolgono il lavoro che dovrebbero fare i 96 vigili urbani in servizio a Pesaro.

Marco Vanelli è il responsabile commerciale della Microrex Spa di Ponte Buggianese (Pistoia). E' la ditta che costruisce il Vista red. Ne ha venduti 400 in tutta Italia. Un suo impianto è in funzione anche a Pesaro da quattro mesi e mezzo. La Microrex non c'entra nulla con le inchieste in corso in Lombardia, e Vanelli ci tiene a dirlo.

Costa molto estrapolare tre fotogrammi per dimostrare il passaggio col ‘rossò ? "Il problema — risponde Vanelli — non è quello. Una consolle centrale permette di registrare il filmato da cui ricavare tre fotogrammi come chiede il Ministero e trasferire le immagini in un dischetto che poi viene consegnato ai vigili".

Perché allora il trasgressore, oltre alla multa, è costretto a pagare 42 euro per spese di accertamento? "E' molto cara, anzi carissima, la manutenzione dell'impianto e quindi non mi meraviglio dei costi...ma mi scusi. Non mi tornano i conti. Anche noi montiamo direttamente i nostri impianti ma non veniamo pagati con una percentuale a multa anche perché ci sono indicazioni ministeriali che la ritengono illegittima. In genere facciamo contratti di noleggio che fissano un canone poi pagato con gli introiti delle multe".

A Pesaro invece si somma alla multa un'altra tassa di 42 euro più altri 15 per la notifica. "E' la prima volta che sento una forma di pagamento di questo tipo, e non credo che sia corretta. O almeno, come cittadino non sarei affatto d'accordo".

Lei ha un brevetto speciale che le permette di essere scelto dagli enti pubblici senza gara d'appalto? "Sarei l'imprenditore più felice del mondo. Purtroppo nel nostro campo la concorrenza c'è ed è agguerrita, anche se io lavoro per la maggior parte con i privati".

Quante sono le aziende specializzate che vendono sistemi ‘Vista red'? "Non ho dati, anche perché negli appalti e nelle pratiche di omologazione al Ministero non ci sono spiegazioni tecniche precise. Direi che sono circa una decina".

Tutte mettono a disposizione il filmato dell'auto che passa col rosso? "Direi di sì, ma un anno fa non era così. C’eravamo noi soli che fornivamo certi servizi anche se ovviamente non erano tecnologie impossibili da adottare anche per le altre aziende. Si tratta di due telecamere, una centralina e un videoregistratore. Vorrei aggiungere che noi non abbiamo mai proposto agli enti pubblici un sistema per fare cassa. Non è il nostro obiettivo. Offriamo tecnologia per aumentare la sicurezza stradale poi tutto il resto non è compito nostro".

A Fossombrone, dove ci sono in funzione due semafori ‘intelligentì forniti sempre dalla ‘Traffic Tecnology', il Comune ha firmato nel maggio del 2007 una specie di contratto capestro totalmente irregolare in base ad una circolare ministeriale che vieta di pagare un fisso alla ditta in base al numero delle multe. Si può pagare infatti solo un costo per noleggio e manutenzione, svincolato dal numero delle multe.

Ma a Fossombrone, su 143 euro di sanzione con notifica di pochi euro, la ditta percepisce 66 euro (Iva compresa), cioè il 46 per cento degli introiti. E una quota di questa somma, pari a 20 euro ogni multa, va sempre alla ‘Traffic'per pagare il noleggio di due normali telecamere che sorvegliano il traffico da un'altra parte della cittadina. E' ovvio che queste due telecamere fisse non c'entrano niente con il rilevamento delle multe, ma la ditta ha chiesto e ottenuto di agganciare il costo del noleggio al numero delle multe. Ottenendo tutto, come sotto l'effetto di un' ipnosi collettiva.

di Roberto Damiani

25 settembre 2008 · Antonio Scognamiglio

Commenti e domande dei lettori

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  • marino boffa 21 settembre 2009 at 11:15

    Valida la multa targata "photored" anche senza taratura periodica dell'apparecchio

    Stop alla sentenza favorevole all'automobilista che non ha rispettato il semaforo rosso: nessuna norma impone i controlli a scadenze fisse. Onere della prova escluso per il Comune: spetta al trasgressore dimostrare il cattivo funzionamento dello strumento

    Inutile illudersi: chi passa col rosso paga la multa anche se l'accertamento è effettuato dal photored che non risulta sottoposto a taratura periodica. Lo precisa la sentenza 19775/09, emessa dalla seconda sezione civile della Cassazione.

    Onere della prova. Bocciata, nella specie, la sentenza del giudice di pace che accoglieva l'opposizione del trasgressore alla sanzione amministrativa: il magistrato onorario motivava osservando che il Comune-accertatore non aveva provato di rispettare le condizioni cui il decreto di omologazione del photored subordina il funzionamento del dispositivo di rilevamento in automatico, senza la presenza della polizia municipale.

    Best practice. Ora la Suprema corte replica chiarendo che non esiste allo stato alcuna normativa specifica tale da imporre la taratura periodica dell'apparecchio in relazione alla legge 273/91 (Cassazione 29333/08): piuttosto è il trasgressore a dover dimostrare che lo strumento ha effettuato una misurazione errata. È escluso, in particolare, che vi siano norme di provenienza comunitaria vincolanti in materia di misurazione della velocità dei veicoli: non lo è, ad esempio, la normativa Uni En 30012 - chiariscono gli "ermellini" - contrariamente a quanto credono alcuni giudici del merito (cfr. Giudice di pace di Lendinara, sentenza 165/07, arretrato 25 ottobre 2007); si tratta, infatti, non di vere e proprie norme ma di mere regole di "buona tecnica" cui i produttori decidono autonomamente di conformarsi.

    Il legislatore italiano - aggiungono i giudici - si è certamente adeguato alla normativa europea che armonizza la disciplina delle unità di misura nei singoli Paesi Ue: le finalità perseguite, però, riguardano soprattutto il commercio e risultano in ogni caso differenti dalla tutela degli interessi, pubblico e privato, alla sicurezza della circolazione.
    Il nodo dell'omologazione.

    Va sottolineato, comunque, che la stessa seconda sezione civile nella sentenza 558/08 ha confermato la sentenza del Gdp secondo cui l'omologazione non era condizione sufficiente da sola a garantire il perfetto funzionamento dell'apparecchiatura di rilevamento in assenza di organi di polizia.

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