Iscrizione in centrale rischi cai di assegni protestati - la procedura

Dal momento in cui il protesto (per mancanza fondi) viene elevato, il soggetto interessato, che viene debitamente preavvisato dell'inizio della procedura con il cosiddetto “preavviso di revoca”, ha 60 giorni di tempo per pagare. Il preavviso di revoca viene inviato per telegramma o raccomandata a/r entro 10 giorni dalla presentazione al pagamento dell'assegno.

Il pagamento, detto “tardivo”, comprende gli interessi legali, alcune spese,  nonchè una penale che normalmente si aggira intorno al 10% dell'importo dell'assegno.

Esso può avvenire presso lo sportello della banca su cui è tratto l'assegno tramite la costituzione di deposito infruttifero vincolato al portatore del titolo non pagato (il creditore), presso il pubblico ufficiale che ha levato il protesto (notaio, ufficiale giudiziario o segretario comunale), oppure direttamente nelle mani del creditore, che rilascia quietanza alla banca o alla posta su un modulo predisposto.

Attenzione! Il pagamento dev'essere anche dimostrato presso l'ufficiale che ha elevato il protesto (o presso la banca, in mancanza di protesto) entro gli stessi 60 giorni, per evitare l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla legge.

Tale dimostrazione può avvenire con quietanza con firma autenticata o attestazione della banca.

Se il pagamento non viene effettuato, il nominativo del soggetto viene inserito nel CAI e vi rimane sei mesi, anche se nel frattempo l'assegno viene coperto. Contestualmente, viene fatta segnalazione al Prefetto per l'applicazione delle sanzioni (vedi sotto).

Le prefetture notificano la violazione al soggetto che ha emesso l'assegno entro 90 giorni dalla segnalazione, dandogli 30 giorni di tempo per inviare le sue osservazioni difensive (nel caso non si fosse dimostrato prima il pagamento entro i 60 giorni,  questo sarebbe il momento giusto,  presentando in prefettura la documentazione originale o una copia autenticata).

Successivamente - più precisamente entro il termine di prescrizione di cinque anni- viene emessa e notificata un'ordinanza di ingiunzione. Contro di essa si può fare opposizione presso il giudice di pace di zona, entro 30 giorni. Se non si paga nè si contesta, arriverà , entro ulteriori cinque anni, una cartella esattoriale.

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