Sciogliamo Equitalia e ci teniamo le caste? Agli italiani è stato "servito" un nuovo capro espiatorio [Commento 3]

  • Roberto Petrella 26 maggio 2012 at 10:06

    È notizia di cronaca che, sull'onda dell'emotività, molte amministrazioni comunali, come le regioni, stanno decidendo di liberarsi di Equitalia; contemporaneamente, le stesse amministrazioni, invece di gestire in proprio la riscossione, stanno costituendo nuove società coinvolgendo banche, poste o finanziarie private.

    Anche l'avvocato Goffi sta costituendo un ente di riscossione piemontese, nell'emendamento all'ordine del giorno presentato il 19 dicembre 2011, Goffi (Udc) impegnava il presidente Cota e la Giunta a costituire un ente di riscossione o un'agenzia regionale per la riscossione che dal 2013, modifiche introdotte nel primo decreto Monti, verrà esclusa Equitalia da ogni attività. Da un esperto anti Equitalia quale Goffi si è sempre definito non ci aspettavamo questo "tradimento" ideologico. Non un regalo delle amministrazioni che annunciano di eliminare Equitalia, ma un passo calcolato.

    Tali società, agendo sulla base dell'attuale normativa che regolamenta la riscossione, normativa utilizzata fino ad ora da Equitalia, agiranno con la stessa crudele fermezza e attuando gli stessi crismi sulla riscossione. Poco conta che alcune di loro si dicono pronte ad abbassare la percentuale dell'aggio applicato sulla cartella dal 9 al 4%. Invariate resteranno le procedure, quelle che stanno strozzando migliaia di famiglie italiane e altrettante imprese.

    Senza riuscire a riformare il sistema della riscossione, con nuove norme che evitino:

    - gli abusi e le persecuzioni;

    - gli enormi tassi di interesse applicati sulle cartelle;

    - una rateizzazione del debito che non rispetta il reddito di chi vuol pagare ma anche vivere;

    - di iscrivere a ruolo debiti per legge prescritti, come i tribunali con sentenze chiare e univoche, affermano salvando la vita a cittadini;

    - che intere aziende vengano confiscate;

    - che i conti correnti vengano pignorati;

    - che si superi il pignoramento del quinto dello stipendio.

    Senza cambiare queste leggi e norme, parlare di nuove società per la riscossione è inutile e controproducente. La Federcontribuenti chiederà ufficialmente l'apertura di un tavolo di concertazione regione per regione, comune per comune ed è in questo che si chiede l'aiuto e la collaborazione di tutto il mondo civile.

    Intendiamo inoltre denunciare una scarsa informazione su tale fenomeno. La riscossione riguarda soprattutto i cittadini e hanno il diritto di sapere cosa sta avvenendo nel silenzio generale. Chiunque, coscienzioso, abbia compreso la gravità e voglia contribuire attivamente contro la costituzione di società per la riscossione senza aver prima riformato il sistema anti-democratico che la regolamenta, si faccia avanti. Abbiamo poco tempo.

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