Azione di regresso

Per quanto riguarda l'assegno bancario, il legittimo possessore non può agire nei confronti della banca perché questa non assume alcuna obbligazione cambiaria. L' obbligo per la banca trattaria deriva soltanto da un rapporto contrattuale, pertanto tale obbligo sussiste soltanto se il correntista ha fondi disponibili.  Non esiste, da un punto di vista giuridico, l'azione diretta per l'assegno bancario (a differenza di quanto avviene, invece, per la cambiale).

Il legittimo titolare dell'assegno può quindi procedere solo nei confronti dei soggetti responsabili del pagamento, ovvero sono il traente, i giranti e i loro eventuali avallanti.

L'azione di regresso (ovvero quella contro i giranti, il traente e gli altri obbligati) può essere esercitata solo se sono verificate le condizioni di cui all'articolo 45 regio decreto 21 dicembre 1933, numero 1736.

Disposizioni sull'assegno bancario, sull'assegno circolare e su alcuni titoli speciali dell'Istituto di emissione, del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia. (GU numero 300 del 29-12-1933)

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Stai leggendo Azione di regresso Autore Rosaria Proietti Articolo pubblicato il giorno 11 gennaio 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 16 marzo 2017 Classificato nella categoria guida all’assegno bancario e postale Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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