Saranno i servizi segreti a gestire i voli di stato per il trasporto del "materiale" destinato al sollazzo dell'utilizzatore finale [Commento 1]

  • piero mei 25 ottobre 2009 at 13:58

    Il TRUMAN SHOW alla vaccinara

    L'“utilizzatore finale” è il vero protagonista di questo Grande Fratello a reti unificate che colpisce a destra e a manca. Chi “va a puttane” (ma non solo) dovrà, d'ora in avanti, prendere, oltre alle consuete, anche altre precauzioni. L'alcova dovrà essere bonificata, bisognerà che ci si accerti che non ci siano telefonini in circolazione: registrano voci e immagini, suoni e luci, la polvere sui mobili, zumano sul particolare. Ci vorrà un check in che sveli eventuali presenze tecnologiche.

    Il Grande Fratello che comincia domani sera, con il campionario sempre più variato e avariato di concorrenti, è un film dei telefoni bianchi al confronto. Non c'è tetta che tenga: vuoi mettere il reality vero che è la realtà dei video scabrosi e non la finzione che ci viene teleservita?

    Il manuale Cencelli, che era quello che distribuiva cariche, incarichi e prebende con il bilancino del potere delle correnti democristiane (tiempe belle è ’na vota...), è tenuto in gran conto da chi fa il casting per le televisioni ma anche da chi lo fa per i videofonini.

    La ragazza con la sesta misura, la donna che è diventata uomo, il forse gay, il commendatorino da macchietta teatrale, il borgataro di pasoliniana caricatura, padre e figlia, tutto il caravanserraglio del Grande Fratello televisivo è da sbadiglio al confronto del Potere.

    L'ultimo casting? Un Presidente del Consiglio, un Presidente di Regione? Vuoi mettere Palazzo Grazioli o Via Gradoli, strada che evoca covi brigatisti e sedute spiritiche, al confronto con “la Casa” dove si rinchiudono, come in una gabbia dello zoo, animali domestici che incontriamo tutti i giorni e che spesso ci somigliano tanto con i nostri pregi e difetti, forze e debolezze esposti per un pò di popolarità, qualche successiva comparsata e serata a gettone, la realizzazione che viene proposta come modello di vita?

    Il videofonino ci racconta la favola del re nudo. Il quale re non solo è nudo, ma ci viene mostrato pure nella sua versione di “utilizzatore finale”: che pena.

    Ora tutti rischiamo di essere un re nudo, tutti possiamo essere filmati in una situazione o in un'altra e se all'opinione pubblica in generale di noi non gliene importa niente, all'opinione privata, la poca o tanta gente che ci circonda, sì. A ciascuno di noi pure.

    Il telefonino è diventato un'arma impropria: il tuo, se dimentichi di spegnerlo, può squillare nelle circostanze meno adatte e comunque, anche se “irraggiungibile”, può far ricostruire a posteriori ogni tuo movimento, perfino il più intimo; quello altrui può, se ti distrai, riprendere tutto. E' vita, questa? Il personal computer può raccontare tutto di te, ogni tuo clic.

    Siamo tutti involontariamente in questo casting e in ogni momento possono aspettarci dieci domande o quattro mele marce, tra le lenzuola e non solo: è molto inquietante il Truman show alla vaccinara, anche se si vive in odore di santità.

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