Risponde di truffa la società privata che occulta volontariamente l'autovelox

Risponde di truffa la società fornitrice di autovelox che ne occulta il posizionamento. Inoltre è ritenuto legittimo il sequestro della strumentazione, nonostante la regolarità della stessa.

Lo ha sancito la Corte di Cassazione la quale, con la sentenza 22158 del 23 maggio 2013, ha sancito che può essere perseguita per truffa la società che fornisce e ed esegue il posizionamento dell'autovelox in autovetture in modo tale da essere occultati agli ignari automobilisti. Pertanto, è legittimo il sequestro, nonostante la «regolarità» dell'apparecchiatura.

La Suprema Corte ha in particolare sottolineato che un bene avente natura lecita (in quanto regolarmente tarato e conforme ai paradigmi normativi) non può seguire la sorte processuale dei presunti autori che di quel bene hanno fatto un uso illecito.

I giudici di Piazza Cavour hanno ritenuto infondato il ricorso di un ventiseienne contro la decisione del Tribunale del riesame di Cosenza che respingeva l'istanza di dissequestro e la restituzione di sei apparecchi di rilevamento di velocità su strada, sottoposti a sequestro preventivo giusto decreto del Gip.

Anche la seconda sezione penale ha ritenuto il ricorrente colpevole del reato di truffa consistente nella rilevazione della velocità attraverso gli strumenti che, nonostante fossero regolari, erano posizionati in modo tale da essere occultati agli ignari automobilisti (in autovetture e pc, all'interno di esse).

Secondo gli Ermellini, in tal senso, un bene avente natura lecita (in quanto regolarmente tarato e conforme ai paradigmi normativi) non può seguire la sorte processuale dei presunti autori che di quel bene hanno fatto un uso illecito.

Di conseguenza, gli autovelox si prestano, proprio in ragione di tale nesso di interdipendenza con il reato, a essere assoggettati a vincolo reale sia quale corpo dei reato sia quale cosa pertinente al reato la cui libera disponibilità può agevolare la commissione di altri reati della stessa specie di quello per cui si procede.

Alla luce di questa cristallina decisione che riflette in maniera evidente il sentire comune, è ora di dire basta con autovetture civetta e macchinette occultate per “far cassa” che poco hanno a che fare con la sicurezza stradale.

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