Debiti ammessi alla definizione agevolata

La definizione agevolata è prevista esclusivamente per le somme affidate ad Equitalia in riscossione fino al 31 ottobre 2013.

Per capire se si rientra nel detto limite temporale, bisogna controllare nell'estratto di ruolo, che può essere chiesto presso gli sportelli Equitalia.

Oltre al limite temporale suddetto, bisogna anche verificare la tipologia del debito.

In particolare, sono ammesse alla definizione agevolata le cartelle e gli avvisi esecutivi i cui recanti crediti dei seguenti Enti:

  •  Agenzie fiscali: Agenzia delle Entrate, del Demanio, del Territorio, delle Dogane e dei Monopoli (ad esempio: irpef, irap, iva, etc.)
  • Uffici statali: Ministeri, Prefetture, Commissioni Tributarie ecc. (ad esempio: sanzioni amministrative irrogate dal Prefetto, somme dovute per sentenze di condanna delle Commissioni tributarie, etc.);
  • Enti locali: Regioni, Province e Comuni (ad esempio: multe stradali, bollo auto, tassa rifiuti, i tributi locali in generale se riscossi tramite Equitalia, etc.);

Al contrario, non sono ammesse alla definizione agevolata:

  • somme dovute per sentenze di condanna della Corte dei Conti;
  • somme dovute agli enti previdenziali (Inps, Inail);
  • tributi locali non riscossi da Equitalia;
  • richieste di pagamento di enti diversi da Agenzie fiscali, Uffici statali, Enti locali.

La definizione agevolata è applicabile anche in presenza di rateazioni, sospensioni giudiziali o situazioni debitorie complesse.

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  • Simone di Saintjust 27 gennaio 2014 at 12:08

    LEGGE DI STABILITA': IL GRANDE BLUFF DELLA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE

    Con l'approvazione al Senato, avvenuta nella serata del 23 dicembre scorso, la legge di stabilità è diventata finalmente definitiva e dunque ora si attende solamente la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per l'entrata in vigore il prossimo 1° gennaio 2014.

    Il testo della legge, dunque, è costituito da un unico articolo composto da 749 commi, i quali affrontano le materie più disparate (ad esempio infrastrutture, lavoro, giustizia, ambiente, tasse, ecc…).

    Nelle prossime settimane si avrà modo di approfondire le varie sfaccettature di questa lunga e complessa disposizione normativa ma nel frattempo si ritiene opportuno dedicare un pò di attenzione ad un provvedimento in particolare, ossia alla tanto discussa "rottamazione" delle cartelle esattoriali.

    Le disposizioni in questione si trovano all'interno dei commi che vanno dal 618 al 624 e prevedono sostanzialmente che i debiti iscritti al ruolo dallo Stato, dalle regioni, dalle provincie e dai comuni - trasmessi al concessionario della riscossione (ossia a Equitalia) entro il 31 ottobre 2013 - possono essere pagati in via agevolata senza la corresponsione sia degli interessi "per ritardata iscrizione" che degli eventuali interessi "di mora" .

    Tale misura si ritiene però poco praticabile per due motivi fondamentali: il primo è che qualora il contribuente dovesse decidere di optare per tale misura, egli sarebbe tenuto comunque al pagamento delle altre componenti accessorie al debito principale, come le sanzioni e l'aggio, il secondo è soprattutto perché il legislatore ha previsto che il pagamento del debito debba essere effettuato in unica soluzione entro e non oltre il prossimo 28 febbraio.

    Ci si può rendere conto, dunque, della portata estremamente limitativa di queste norme poiché appare assai poco probabile che in caso di grossi debiti un contribuente in difficoltà possa decidere di pagare in un'unica soluzione (approfittando dell'esenzione degli interessi) piuttosto che chiedere il pagamento dell'intero debito in 72 o addirittura 120 rate.

    Per tali motivi si ritiene che una misura del genere non vada assolutamente a vantaggio dei contribuenti in crisi.

    Avv. Matteo Sances