Saldo stralcio - Come comportarsi per concludere l'accordo [Commento 2]

  • camerata 18 aprile 2013 at 13:27

    Amici di indebitati.it, ho ancora bisogno di voi e dei vostri consigli.
    in pratica ho un finanziamento che Fiditalia ha chiuso prima della scadenza perchè da un anno che non pagavo, mi ha contattato un agenzia di recupero crediti, il debito è ancora con Fiditalia, l'agenzia sta facendo da tramite.
    Leggendo i vostri consigli ho chiesto a Fiditalia di farmi una proposta di chiusura a stralcio, il debito totale è circa di 2.500 euro, loro mi hanno proposto 1500, soldi che non ho; io ho controproposto 500, loro hanno rifiutato e hanno riproposto 1.200 in tre rate (soldi che non ho), io ho riproposto 1000 euro in 12 rate (4 da 150, e 8 da 50 euro), hanno rifiutato anche questa, e mi hanno fatto come ULTIMA PROPOSTA 1.000 in tre rate e vogliono una risposta entro venerdì, altrimenti chiudono la trattativa e passano alle vie legali.
    il problema è che io non riesco a tirare fuori 350 euro al mese, voglio anche pagare 1000 euro, ma non riesco a dargli più di 100 euro al mese, ma questo a loro non va bene.
    Visto che sono già pieno di problemi, ho intenzione di chiuderla questa cosa con Fiditalia, non ho voglia di trascinarla per le lunghe, giudice di pace, pignoramenti, pagare le spese legali, ecc. nonostante lavoro con contratto a progetto da 1300 euro al mese, se mi pignorano un quinto sarei rovinato, in casa lavoro solo io e i soldi dello stipendio mi servono tutti.
    Cosa mi consigliate di fare? Cosa succede se rifiutano anche la mia ultima proposta di pagarlo almeno in 8 rate?
    non vorrei che un domani il giudice di pace mi obblighi a pagare anche le spese processuali e mi ritrovo a pagare 4000 euro invece di 1000.
    Vivo in affitto, non ho auto, sul contratto del finanziamento ce la firma d garanzia di quella santa donna di mia madre, non vorrei che vadano da lei per creargli altri problemi.
    cosa mi consigliate di fare?
    Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione che mi riserverete.
    Nino

    • Ornella De Bellis 18 aprile 2013 at 14:00

      Lei ci espone la sua situazione economico patrimoniale, ma nulla ci dice del garante (sua madre) e della sua eventuale vulnerabilità ad una ipotetica azione giudiziale.

      Per pensionati e lavoratori dipendenti, i tempi non sono propizi. Con l'acuirsi della crisi e la necessità di recuperare il possibile, i creditori si stanno orientando sempre di più (ne parlano ampiamente le cronache) verso il pignoramento del conto corrente su cui confluisce lo stipendio/pensione.

      Una possibilità di difendersi da questo tentativo di elusione della legge, che limita il pignoramento al 20% dello stipendio/pensione, consiste nel fare in modo che sul conto corrente non vi siano accrediti o addebiti diversi. Il conto corrente deve servire esclusivamente per farvi transitare lo stipendio/pensione.

      Una volta accreditato l'importo, questo deve essere immediatamente trasferito su un conto corrente intestato ad altri soggetti. Se al creditore procedente riuscisse il colpaccio di sincronizzare l'azione esecutiva fra l'accredito dello stipendio/pensione ed il successivo trasferimento della somma verso altri lidi, è possibile ricorrere al giudice per le esecuzioni denunciando l'elusione delle norme di legge ad opera del creditore procedente.

      Se lei e/o sua madre ritenete di potervi sottoporre a questa prova di stress (con i rischi che essa comporta) allora è possibile rinunciare ad una composizione bonaria del contenzioso. Altrimenti, bisogna trovare il modo per accettare l'offerta della società di recupero crediti.

      Altro non c'è da fare. Se non rifiutare e confidare nella fortuna.

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