LA NATURA DEI COMPENSI PROFESSIONALI DA ASSOGGETTARE A RITENUTA ALLA FONTE

L'articolo 25 del DPR numero 600 del 1973, stabilisce che devono essere assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di acconto "i compensi, comunque denominati, anche sotto forma di partecipazione agli utili, per prestazioni di lavoro autonomo, ancorché non esercitate abitualmente".

In sostanza, i compensi di qualsiasi natura che costituiscono componenti positivi del reddito professionale, sono sempre soggetti a ritenuta alla fonte nella misura del 20 per cento del loro ammontare, anche se derivanti da attività di lavoro autonomo esercitate in forma occasionale.

Al tal fine, appare utile rammentare brevemente quali sono le somme percepite dal professionista che assumono rilevanza ai fini dell'imposizione sul reddito. Si tratta, in particolare, delle seguenti tipologie di compensi:

  • compensi in denaro o in natura per onorari o indennità, percepiti anche sotto forma di partecipazione agli utili;
  • compensi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, se relativi ad attività rientranti nell'esercizio tipico dell'attività professionale;
  • proventi conseguiti in sostituzione di redditi ed indennità conseguite a titolo di risarcimento del danno derivante dalla perdita di redditi professionali; tali somme costituiscono, infatti, ai sensi dell'articolo 6, comma 2 del Tuir, redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti e sono, pertanto, da assoggettare a ritenuta alla fonte al pari dei redditi professionali;
  • interessi moratori e per dilazione di pagamento, riscossi a fronte del ritardato pagamento dei compensi professionali; tali somme, analogamente ai proventi sostitutivi di redditi ed alle indennità di cui al precedente punto, costituiscono, ai sensi dell'articolo 6, comma 2 del Tuir, redditi della stessa categoria di quelli da cui derivano i crediti su cui gli interessi sono maturati e, a decorrere dal 30 dicembre 1993, sono soggetti a ritenuta alla fonte:
  • acconti ricevuti a titolo di anticipazione di onorari, di indennità e di altri componenti positivi del reddito professionale soggetti a ritenuta;
  • rimborsi delle spese sostenute in nome del professionista, ma per conto del cliente (quali, ad esempio, spese di vitto e alloggio documentate, spese di trasferta fuori dal territorio comunale, indennità chilometriche e diarie, biglietti di viaggio, ecc); tali somme, siano esse incluse negli onorari  o indicate separatamente, costituiscono componenti positivi del reddito professionale e, come tali, sono da assoggettare a ritenuta alla fonte; il documento giustificativo della spesa dovrà essere intestato al professionista ed assoggettato ad imposta di bollo, in misura pari ad 1,81 euro, sempre che si tratti di un'operazione senza applicazione dell'Iva e di importo superiore ad 77,47 euro.

In aggiunta agli elementi di reddito indicati, più propriamente collegati all'esercizio della professione, il decreto legge 223/2006 ha dato rilevanza anche alle plusvalenze realizzate sui beni strumentali, ai corrispettivi percepiti per la cessione della clientela e ai corrispettivi per la cessione di altri elementi di natura immateriale (avviamento, cessione del contratto di locazione, ecc… - si rinvia, a tale proposito, alla Sentenza della Corte di Cassazione numero 2860 del 9 febraio 2010) comunque riferibili all'attività artistica o professionale (articolo 54, comma 1-bis e 1 quater del Tuir -  maggiori chiarimenti in merito nella Circolare dell'Agenzia delle Entrate numero 11 del 16 febbraio 2007).

Si precisa ancora che le plusvalenze su beni immobili rilevano se l'immobile è stato acquistato dopo il 1° gennaio 2007, mentre per i beni mobili, l'acquisto deve essere stato effettuato dopo il 4 luglio 2006 (risoluzione numero 13 del 2 marzo 2010).

Non concorrono, invece, alla determinazione del reddito professionale, e sono pertanto esclusi dall'applicazione della ritenuta alla fonte i compensi di seguito indicati:

  • rimborsi delle spese sostenute a titolo di anticipazioni effettuate dal professionista in nome e per conto del cliente (quali, ad esempio, acquisto di marche da bollo, pagamento di diritti di cancelleria, pagamento di tasse, ecc.); il relativo documento di spesa dovrà essere intestato al cliente;
  • contributi obbligatori versati alle Casse di Previdenza professionali, posti dalla legge a carico del cliente (si tratta, d esempio, del contributo fissato nella misura del 2% degli onorari dalla Cassa Previdenza Avvocati); a tale proposito si rammenta che lo stesso trattamento non è, invece, previsto con riferimento alla percentuale del contributo Inps che i professionisti privi di una propria Cassa di previdenza devono addebitare in fattura in misura pari al 4% dei compensi: tali somme sono, infatti, equiparate ai compensi professionali e sono, pertanto, da assoggettare a ritenute alla fonte nella misura del 20%.

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