Rate del mutuo e di un prestito pagate in ritardo – obbligo di aggiornamento dei dati relativi ai cattivi pagatori

In tema di ritardato pagamento delle rate del mutuo o di un prestito, la legge 106/2011 (approvata il 7 luglio) – è intervenuta, con l'articolo 8 bis, sulle modalità di aggiornamento nelle banche dati dei cattivi pagatori, qualora il ritardo si riferisca ad un numero di rate mensili inferiore a tre o ad un'unica rata semestrale.

Entro dieci giorni dalla ricezione della notifica dell'avvenuta regolarizzazione dei pagamenti, i gestori delle banche dati provvedono ad integrare le segnalazioni relative a ritardi di pagamento da parte delle persone fisiche o giuridiche già inserite nelle banche dati stesse con la comunicazione dell'avvenuto pagamento da parte del creditore ricevente il pagamento, che deve provvedere alla richiesta entro e non oltre quindici giorni dall'avvenuto pagamento.

Le segnalazioni già registrate e regolarizzate, se relative al mancato pagamento di rate mensili di numero inferiore a tre o di un'unica rata trimestrale, devono essere aggiornate secondo le medesime modalità definite al paragrafo precedente.

Qualora vi sia un ritardo di pagamento di una rata e la regolarizzazione della stessa avvenga entro i successivi sessanta giorni, le segnalazioni riferite a tale ritardo devono essere cancellate trascorsi i successivi sei mesi dall'avvenuta regolarizzazione.

Per le segnalazioni successive di ritardi di pagamento relativi alle medesime persone fisiche o giuridiche, anche per crediti diversi anche se regolarizzate, si applica la normativa vigente.

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19 febbraio 2015 · Loredana Pavolini

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  • luca1971 19 febbraio 2015 at 11:43

    Dovrei comprare una casa (ne ho una esistente che sto vendendo) con la differenza farei un finanziamento SENZA IPOTECA xxx per il tempo di 7 anni...sono un lavoratore autonomo e ho chiesto alla banca una assicurazione aggiuntiva, questa mi ha detto che l'assicurazione sul finanziamento copre solo morte ed invalidità permanente, non la cifra totale dell'importo del finanziamento nel caso perda il mio lavoro (copre solo x 12 mesi i lavoratori dipendenti)... che cosa succederebbe se non fossi più in grado di pagare nel peggiore delle ipotesi? Sto valutando tutte le possibilità per avere un idea sui rischi ecc (meglio sapere che non sapere)

    Sono sposato in regime separazione dei beni ho pensato di intestare a mio figlio di 5 anni e mia moglie in regime patrimoniale la casa... grazie e saluti

    • Ludmilla Karadzic 19 febbraio 2015 at 12:15

      Non butti via soldi in notai ed azzeccagarbugli per conferire al fondo patrimoniale l'immobile acquistato: il fondo patrimoniale costituito dopo l'insorgenza del debito non ha alcun valore, è inefficace nei confronti della banca.

      Se, invece, conferisce il vecchio immobile al fondo patrimoniale prima della richiesta del prestito, è molto probabile che la banca non le conceda il prestito.

      Una eventuale donazione dell'immobile a parenti (figli, coniugi e via discorrendo) dopo aver ottenuto il prestito (anche senza ipoteca) non servirebbe a niente, perchè la banca chiederebbe la revoca dell'atto (essendo la donazione finalizzata ad eludere la possibilità di riscossione coattiva).

      Se l'attività svolta non le consentisse di pagare le rate del prestito, la banca potrebbe espropriare l'immobile senza alcun problema, con o senza fondo patrimoniale, con o senza donazione.

      Questa è, purtroppo, la sola, amara, verità. Né sul mercato esistono prodotti assicurativi che coprono il rischio del mancato rimborso del prestito nel caso in cui l'attività autonoma del debitore finisse male.