Marzia Ciunfrini

Il destinatario della cartella esattoriale può richiedere ad Equitalia, con istanza scritta, accesso agli atti ai sensi della legge 241/90. Questa è la motivazione, un diritto elementare sancito dalle norme vigenti, e tanto deve bastare.

Penso, tuttavia, che lei abbia avuto la sfortuna di incontrare, in Prefettura ed in Equitalia, due impiegati cui piace tanto rendere complicate le cose ai cittadini.

Il destinatario di una cartella esattoriale "pazza", come quella inoltrata a sua madre, può presentare istanza di sgravio al creditore anche dopo cent'anni. Il creditore, o chi per lui tacendo, dovrebbe solo prendere atto della documentazione probante sul marchiano errore commesso e trasmettere immediatamente ad Equitalia l'ordine di non procedere oltre. E, semmai, ma sarebbe troppo aspettarselo, dovrebbe presentare le dovute scuse per i disagi causati al cittadino dalla propria superficialità.

Forse le conviene, nelle sue peregrinazioni, farsi accompagnare da qualcuno che mostri meno timidezza e timore reverenziale nei confronti del primo burocrate da quattro soldi che staziona negli uffici della PA. Qualcuno che sia più consapevolmente convinto dei propri sacrosanti diritti (ed anche un po' più "incazzato" di lei).

Il mio suggerimento è quello di lasciare in Prefettura - chiedendone protocollazione e attestato di consegna (da allegare alla propria copia) - una dettagliata istanza di sgravio con numero di cartella ed invito a consultare lo storico del PRA. Senza consentire l'esternazione di commenti (e consigli) non richiesti all'addetto preposto a ricevere la corrispondenza.

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