Annapaola Ferri

Il recupero delle somme dovute a seguito della registrazione degli atti giudiziari sono soggette all'ordinario termine di prescrizione decennale- ex art. 2946 c.c.- non essendo necessaria la notifica di alcun atto presupposto rispetto alla cartella di pagamento [Cassazione Civile 3 settembre 2008 n. 22246].

Prima di attivare le procedure previste dalla legge per la riscossione coattiva delle somme non pagate, Equitalia invia al contribuente una serie di comunicazioni.

Fra queste, il sollecito, spedito per posta semplice, è una sorta di "promemoria" che viene inviato a chi ha un debito d'importo non elevato, fino a 10 mila euro, con l'invito a mettersi in regola.

Per verificare l'eventuale prescrizione della pretesa non basta, ahimé, liquidare la questione semplicemente richiamando il fatto che si fruisce da anni del servizio "Seguimi". Bisogna, invece, recarsi negli uffici di Equitalia ed accedere agli atti per prendere visione della relata di notifica della cartella esattoriale, cercando di individuare le motivazioni per cui non è stata a noi consegnata.

Il più delle volte, questo accade per la temporanea irreperibilità del soggetto cui è destinato l'atto e la notifica si perfeziona, comunque, per compiuta giacenza.

Ma, anche nel caso in cui risultassero evidenti vizi di notifica della cartella esattoriale, tali da comportare la nullità insanabile della notifica stessa e degli atti conseguenti, bisogna sapere che a noi, comuni mortali, non è dato di dichiarare inesigibile un bel nulla.

L'inesigibilità della pretesa, di cui al sollecito di pagamento, va fatta dichiarare al giudice competente, con un ricorso presentato nei termini e nei modi previsti dalla legge. Nella fattispecie, in occasione del primo atto di riscossione coattiva che le sarà notificato in relazione al mancato pagamento della cartella esattoriale.

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