Loredana Pavolini

Cominciamo innanzitutto a sgombrare il campo dalle facili illusioni. Non esistono, al momento, istituzioni che "aiutano" i sovraindebitati.

Quello attuale non è un mondo per sovraindebitati, soprattutto se proprietari di un immobile. Bisognerebbe capire come un pensionato con reddito di 750 euro al mese possa vedersi concessi finanziamenti per mille euro/mese. Evidentemente, quando ci sono proprietà immobiliari (da spolpare) in ballo, le regole di verifica della sostenibilità del debito non valgono e gli operatori alla CRIF non accedono.

I suoi genitori hanno contratto obbligazioni per circa 36 mila euro, se non ho capito male.

In caso di insolvenza, suo padre rischia il pignoramento del 20% della pensione, iscrizione ipotecaria sulla casa di proprietà e, nella peggiore delle ipotesi, l'espropriazione.

Quest'ultima evenienza dovrebbe essere caratterizzata da probabilità alquanto remota, atteso l'importo totale non eccessivo dell'esposizione debitoria (rispetto al probabile valore dell'immobile) ed il suo frazionamento fra più creditori.

Se i figli intendono aiutare i genitori, basterebbe che questi non pagassero più le rate di finanziamento. Ne conseguirebbe il pignoramento del quinto della pensione (150 euro al mese per tutti i debiti) e l'iscrizione di ipoteca sulla casa genitoriale, a tutela dei creditori che sarebbero costretti ad attendere il rimborso del primo creditore procedente.

In tale scenario è molto probabile che il rientro dal debito dovrebbe essere posto a carico dei figli chiamati all'eredità.

Una possibile soluzione a questo esito finale, ed alla remota possibilità di espropriazione dell'immobile, potrebbe ottenersi attraverso la donazione della proprietà ai figli con riserva di diritto di abitazione per i genitori (il diritto di abitazione, a differenza dell'usufrutto vitalizio non è pignorabile). Anche se attuato in tempi brevi, un atto di questo tipo sarebbe suscettibile di revoca da parte dei creditori nei successivi cinque anni dalla stipula. Ma, basta esserne consapevoli, atteso che "chi non risica, non rosica".

Cosa resta? Se si vogliono fare le cose senza perdere il sonno, c'è da tentare la strada del prestito vitalizio ipotecario. Oppure quella del consolidamento del debito (unica rata, di importo minore rispetto ai 1000 euro del rateo attuale). Inutile aggiungere che la banca che volesse erogare un prestito di consolidamento iscriverebbe ipoteca sulla casa dei genitori a garanzia della propria esposizione e chiederebbe la firma di fideiussione ai figli percettori di stipendio.

Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.