Giuseppe Pennuto

Il messaggio che si intendeva veicolare nel precedente topic è che il verbale, così com'è stato da lei descritto, merita senz'altro di essere sottoposto al vaglio del Giudice di pace in quanto è carente della precisa indicazione del fatto sanzionato e ne dà solo un'indicazione generica, non sufficiente ad individuarlo compiutamente. Inoltre, come lei correttamente evidenzia, non è sufficiente indicare l'articolo della norma violata quando questa riporta varie ipotesi con punti e lettere: l'agente accertatore deve specificare quale comma dell'articolo del CdS è stato infranto.

Inutile però presentare ricorso se l'infrazione può essere rilevata "per tabulas". Il giudice, qualora il comune non si costituisse, potrebbe anche annullare il verbale, ma se non è contestata la presenza del veicolo nella zona riservata al carico-scarico merci e se le procedure prevedono un controllo ex post dei veicoli autorizzati ad effettuare operazioni di carico-scarico merci, la multa potrebbe essere riproposta in modo corretto, provando che il veicolo non era autorizzato comunque a sostare.

Bisogna, infatti, sempre ricordare che il requisito della completezza del verbale di multa è esclusivamente finalizzato a garantire il sostanziale diritto di difesa del presunto trasgressore, talvolta incolpevole, e non ad offrire appigli formali a chi intenda contestare una violazione del CdS di cui si è reso sicuramente responsabile.

Ora, in particolare a Lecce, i GdP sono notoriamente benevoli. Tuttavia moltissimi di quei GdP che assurgono alle cronache con sentenze "all'avanguardia" a tutela del cittadino vengono, spesso, duramente censurati in Cassazione nel silenzio dei media.

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