Rosaria Proietti

Dove lei vive deve essere un paese da favola: un "paese delle meraviglie", dove i notai perfezionano contratti di compravendita immobiliare consentendo il pagamento attraverso assegni non circolari (la non trasferibilità è obbligatoria, e quindi nessuno sforzo) e dove i venditori scompaiono nel nulla prima di incassare.

Come si dice, meglio nascere fortunati che ricchi ...

Se vogliamo pensare ad uno scenario possibile, chi ha venduto è morto improvvisamente, è ricoverato in terapia intensiva in ospedale, è fuggito all'estero perchè ricercato o è stato sbattuto in gabbia.

Ma prima o poi - anche se gli assegni fossero andati distrutti in un incendio o giacessero in fondo ad un lago, qualcuno (l'ex proprietario dell'immobile o i suoi eredi) - le presenteranno il conto.

Con gli assegni non protestati (tramite richiesta di decreto ingiuntivo, in tempi brevi) o senza (tramite ordinario processo cognitivo e tempi più lunghi) riusciranno ad ottenere una sentenza favorevole.

Con quella procederanno ad esperire tutte le azioni esecutive possibili che porteranno all'ipoteca sull'immobile ed al successivo pignoramento ed espropriazione.

Se saranno sfortunati l'acquirente, prima che si riesca ad iscrivere ipoteca sull'immobile che fu oggetto di compravendita, avrà alienato l'immobile ed incassato il malloppo.

Trovandoci nel "paese delle meraviglie" può darsi anche che il fortunato depositi il ricavato della vendita - effettuata per sottrarre il bene dai tentativi di riscossione coattiva promossi dall'ex proprietario o dai suoi eredi - sul suo conto corrente nella banca situata sulla piazza del paese. In questa circostanza sarà un gioco da ragazzi, per i creditori, rientrare in possesso del maltolto attraverso il pignoramento del conto corrente.

Oppure può darsi che il fortunato compratore, divenuto poi venditore, si comporti diversamente, chissà ...

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