Chiara Nicolai

La sorella del debitore avrà certamente problemi in caso di esecuzione coattiva. Un eventuale pignoramento viene infatti eseguito sempre presso la residenza del debitore.

Le soluzioni sono di solito queste:

a) contratto di affitto stipulato con il debitore per una stanza con comodato d'uso del mobilio. Ma perchè l'escamotage sia credibile è richiesto che l'altro contraente sia un comproprietario dell'appartamento con almeno il cognome diverso;

b) perizia giurata in Tribunale - da parte di un tecnico (preferibilmente un Consulente Tecnico d'Ufficio) - con inventario dettagliato di quanto presente nell'appartamento ad una certa data, anteriore al trasferimento della residenza del debitore;

c) utilizzo di testimoni terzi a cui far dichiarare - al momento dell'eventuale pignoramento - che mobili ed arredamenti preesistevano alla data in cui è stata offerta ospitalità ai debitori (ospitalità peraltro dovuta, trattandosi, in questo caso, della sorella). Questa opzione è la meno preferibile rispetto alle precedenti in quanto, quasi sempre, richiede uno spostamento (con i testimoni) presso la cancelleria del Tribunale per firme e dichiarazioni da allegare al verbale di pignoramento infruttuoso.

In tutti i casi elencati, l'esibizione di un certificato di residenza storico del debitore è sempre auspicabile.

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