Rosaria Proietti

Innanzitutto non si comprende come mai questi due figli non abbiano fruito della quota di legittima. Se sono stati esclusi, per quali ragioni e se l'esclusione non viola la legge.

Se vivevano insieme al padre e non hanno espressamente rinunciato o accettato con benefico di inventario, siamo comunque in presenza di una fattispecie di accettazione tacita dell'eredità. Anche un trattore, utilizzato dopo la morte del genitore, costituisce accettazione tacita dell'eredità.

Per fare un esempio pratico, la Corte di Cassazione ha affermato che comporta accettazione dell'eredità anche la semplice richiesta della voltura catastale relativa ai beni immobili compresi nell'eredità (sentenza 29 marzo 2005, n. 6574).

In conclusione, andrebbe chiarito, innanzitutto, come i due fratelli, pur in presenza di una massa ereditaria attiva (terreni e fabbricato in quota di successione con i suoi fratelli) e non solo di debiti lasciati dal de cuius, ... non hanno avuto nulla di eredità dal padre ...

In seconda battuta, lei dovrebbe riferire se nello stato di famiglia al decesso del genitore vi fossero compresi o meno i due fratelli di cui si discute.

Poi, dovrebbe essere certa che non siano stati messi in atto dai due fratelli comportamenti che configurino l'accettazione tacita dell'eredità.

Tanto premesso, "rifaccio" la risposta. In assenza di accettazione esplicita o tacita dell'eredità (compresa la convivenza con il de cuius al momento del decesso) i due fratelli possono rinunciare all'eredità, o rinunciarvi con beneficio di inventario.

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