Ludmilla Karadzic

Consideri la metà del suo stipendio: tutti i creditori, messi insieme, che abbiano avviato procedure di pignoramento presso il suo datore di lavoro, non possono prelevare più della metà del suo stipendio.

Supponiamo, poi, che lei abbia contratto debiti con suo cugino, con finanziarie e banche. Non ci interessa l'entità dei debiti. Ci interessa sapere che se anche tutti insieme si rivolgessero al giudice, il primo soltanto beneficerebbe di un prelievo massimo del 20% del suo stipendio netto. Questo perché la quota massima pignorabile dello stipendio per crediti ordinari (banche, finanziarie, privati - appunto) non può eccedere il 20% dello stipendio.

Poniamo anche che lei si ritrovi un fratello indigente che le abbia fatto causa per ottenere il sostentamento. E che lei si sia separato da sua moglie e non corrisponda l'assegno di mantenimento per coniuge separato e i figli. Se fratello ed ex vanno dal giudice insieme, chiedendo il pignoramento del suo stipendio, dovrebbero spartirsi una quota pari al 30%. Ciò in ragione del fatto che la legge mette a disposizione per creditori di natura alimentare il massimo di 1/3 (33,3%) dello stipendio netto del debitore. Ma, come abbiamo visto in apertura, il pignoramento totale non può eccedere il 50% dello stipendio netto del debitore.

Nella situazione ipotizzata, dunque, il debitore pignorato per crediti ordinari e crediti alimentari lascia al datore di lavoro (affinchè rimborsi i creditori ordinari e alimentari) il 50% dello stipendio netto (salvo errori & omissioni).

A questo punto la strada dell'ulteriore pignoramento dello stipendio è preclusa ai creditori.

Sicuramente lo è per una banca una finanziaria o un privato se è stato già pignorato il quinto da un'altra banca, un'altra finanziaria o un'altro privato.

Sicuramente lo è per il nonno che, ospite della Caritas, chiedesse di essere mantenuto dal nipote.

Ma, lo è anche per i soggetti che vantano crediti speciali (crediti erariali, contributivi, tributi comunali). Crediti che, una volta iscritti a ruolo, vengono affidati, per la riscossione, ai concessionari o esattori (per questo si indicano anche come crediti esattoriali). Nel caso specifico Equitalia.

Insomma, Equitalia, nella situazione ipotizzata, se non ci fosse stato il precedente pignoramento per crediti alimentari, avrebbe potuto aspirare a portarsi a casa il 10% del suo stipendio.

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