Simone di Saintjust

La questione è molto controversa: l'articolo 1923 del codice civile sancisce che le somme dovute dall'assicuratore al contraente o al beneficiario non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare.

In una sentenza del 2000 la Cassazione ha però chiarito che: per somme dovute debbano intendersi quelle che l'assicuratore deve al contraente, a qualunque titolo, ovvero quelle, e solo quelle, che ordinariamente sono a suo carico, in relazione alla funzione tipica del contratto e al momento della naturale cessazione del rapporto ...

Tornando a noi, in parole semplici, per avere sufficiente margine di sicurezza sulla impignorabilità delle somme dovute in conseguenza alla stipula di una polizza assicurativa sulla vita, è necessario che:

  1. il contratto di assicurazione sulla vita non sia stato stipulato per una finalità di risparmio o di capitalizzazione, ma per finalità di previdenza (la previdenza è il vero interesse tutelato dal disposto dell'art. 1923 del codice civile);
  2. non ci sia riscatto prima della naturale scadenza della polizza (o della morte del contraente) il che farebbe prevalere la natura di capitalizzazione del contratto di assicurazione e quindi decadere l'impignorabilità delle somme dovute.

Insomma, diciamo che appena lei riscatta la polizza prima della scadenza del contratto, Equitalia può pignorare la somma da lei percepita. Non potrà farlo dopo la naturale scadenza del contratto, nè potrà pignorare la somma pagata ai beneficiari in caso di morte del contraente.

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