Giorgio Valli

Lei ieri non ha fatto alcuna confusione: è stata chiarissima e precisa nell'esposizione del problema e probabilmente ho sbagliato io ad allungare il brodo ... o ho inteso male.

Prefiguro due scenari, così cerchiamo di limitare al minimo gli equivoci.

A) Lei e suo figlio convivete, il suo compagno vive altrove

In questo caso volevo semplicemente dire (e lo ripeto in modo più conciso) che:

  1. il nucleo familiare fiscale non esiste;
  2. quando lo si vuole far esistere a forza nascono poi i problemi che lei lamenta: lei non sa qual è il suo nucleo familiare fiscale, non lo so io e non lo sa nessuno

Cosa si fa allora?

  1. si sceglie il nucleo familiare fiscale secondo la propria convenienza, rischiando che qualcuno interpreti le norme disseminate qua e là in modo difforme; quindi, ad esempio, il nucleo familiare costituito da genitore e figlio conviventi, anche se il reddito del geniitore convivente è minore di quello del non convivente;
  2. si sceglie una soluzione prudenziale inattaccabile giuridicamente, anche se svantaggiosa; per cui il figlio forma nucleo familiare fiscale con il genitore che ha il reddito maggiore, anche se questi non convive con il figlio (in pratica è l'opzione che la PA desidera si adotti);
  3. si fa un interpello all'Agenzia delle Entrate, se c'è tempo e voglia di farlo.

Escluderei sicuramente che la ripartizione della quota di carico fiscale al 50% per ciascuno dei due genitori, non coniugi e non conviventi, possa determinare l'iniquità di un nucleo familiare fiscale in cui siano inclusi entrambi i redditi.

B) Lei, suo figlio ed il suo compagno vivete insieme e fate parte della stessa famiglia anagrafica

In tale evenienza vanno sommati i redditi suoi e del suo compagno per determinare il reddito del nucleo familiare fiscale.

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