Ludmilla Karadzic

La sue rimostranze sono più che giuste: quando è possibile, i genitori vanno sfruttati economicamente dai figli in egual misura.

Indicazioni su cosa fare per evitare che sua sorella sfrutti la madre più di quanto non riesca a fare lei è assai difficile fornirle. Riusciamo talvolta a consigliare un lavoratore sul come evitare lo sfruttamento da parte del datore di lavoro in un'impresa non familiare; addirittura ci è capitato di saper indirizzare il debitore a reagire allo sfruttamento da parte del creditore (quando è un estraneo). Ma, ci creda, è assai difficile, intervenire e dipanare la matassa delle dinamiche familiari.

Del resto il grande Totò amava ripetere: i parenti sono come le scarpe, più sono stretti e più ti fanno male.

Che dire, la prenda con filosofia. Si consoli pensando che se sua madre dovesse ammalarsi, trovandosi il figlio lontano per lavoro, solo la figlia potrà prendersi, forse, cura di lei. E' che se la malattia non dovesse essere breve, i soldi che le ha "rubato" sua sorella saranno alla fine ben poca cosa rispetto al 50% di quanto sarebbe servito per pagare una badante.

Se invece sua madre avrà la fortuna di abbandonare questo mondo senza soffrire, oppure, se ammalatasi, verrà abbandonata dalla figlia in una Residenza Sanitaria Assistenziale (con la pensione che percepisce non dovrebbe andarle male) allora avrà tutte le ragioni etico morali per chiedere la riduzione dell'eredità.

Con documenti e prove testimoniali, riuscendo a dimostrare in tribunale che sua sorella ha ricevuto, da sua madre in vita, donazioni indirette pari ad un tot (da questo punto di vista molto meglio per lei se sua sorella riversasse la pensione della madre, pari pari, sul proprio libretto personale) il valore dell'eredità verrà dapprima scorporato di tot/2 che spetterà esclusivamente a lei e solo dopo il residuo verrà spartito, in parti uguali, fra sorella e fratello.

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