Simone di Saintjust

Cominciamo subito col dire che se Fire chiedesse il pignoramento della pensione per via giudiziale, resterebbe a mani vuote. Questo perchè, al netto della cessione del quinto già in corso, lei raggiunge la soglia del minimo impignorabile. Al massimo, per poter attingere al 20% mensile dell'importo versatole da INPS, Fire dovrebbe attendere il rimborso del prestito da lei ottenuto con la cessione.

Tuttavia, come lei correttamente osserva, Fire potrebbe chiedere il pignoramento del conto corrente e della liquidità disponibile. Grazie al Salva Italia ed all'obbligo di accreditare in banca la pensione, ciò equivale al pignoramento dell'intera mensilità.

Perchè questo è possibile? Semplicemente per il fatto che la giurisprudenza prevalente ritiene che la pensione, una volta corrisposta, si confonda interamente con il patrimonio del percettore, con conseguente possibilità per il creditore procedente di aggredire l'intero conto corrente del debitore esecutato.

La soluzione? Innanzitutto evitare che sul conto corrente su cui viene accreditata la pensione confluiscano altre entrate (bonifici, versamenti di assegni, versamenti di contante). In pratica dall'estratto conto deve risultare che l'unica fonte di alimentazione del conto corrente è rappresentata dall'accredito della pensione. Poi, ove mai Fire procedesse al pignoramento del conto corrente, lei deve contattare immediatamente il nipote avvocato e dargli il mandato di presentare opposizione all'esecuzione (lui, naturalmente, sa benissimo di cosa qui si parla). Secondo recente giurisprudenza (fra le altre sentenze quella del Tribunale di Savona, del 2 gennaio 2014) infatti, è ancora individuabile la natura pensionistica dei versamenti effettuati da INPS in conto corrente quando i ratei siano immediatamente riconoscibili per denominazione e importo e purché non vi siano all'attivo voci diverse da quel tipo di accredito.

Fatta questa premessa e sorvolando sul fatto che il creditore che contatta vicini ed amici del debitore al fine di ottenere informazioni su di lui, rischia una denuncia per violazione della privacy (anche se si limita ad accennare a generici "sospesi"), il mio suggerimento è, se proprio l'ansia da recupero crediti è diventata per lei un disagio insopportabile, quello di proporre a Fire un saldo stralcio pari al (massimo) 30 per cento dell'importo residuo nominale (esclusi interessi, spese ed amenità simili, per intenderci).

Del tipo Prendere o lasciare. Pochi, maledetti e subito, senza che voi di Fire possiate pensarci due volte. Questo è quanto posso, altrimenti li spendo andandomene in vacanza e voi attenderete che finisca il prelievo della cessione ... Altro che 70%. Se proprio non potete accettare, meglio, E, grazie lo stesso!

Tenga presente che Fire il credito che vantava Deutsche Bank nei suoi confronti lo ha pagato al massimo al 3% del valore nominale. Faccia lei i calcoli, al netto degli stipendi da fame che corrisponde agli esattori, su quanto la società ci guadagna accettando la sua proposta di transazione.

E, soprattutto, non paghi altre rate arretrate. E' inutile e controproducente per lei. Devono tutte essere incluse nell'accordo.

Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.