Simone di Saintjust

Una delle ragioni per cui la banca può rivolgersi a lei e non ad Eurofidi è da ricercarsi nel contratto di garanzia da lei sottoscritto. Deve verificare se esiste una clausola del contratto in cui viene concesso alla banca il beneficio di escussione.

Se esiste, lei ha dato alla banca la possibilità di scegliersi il garante a cui richiedere il rimborso del debito.

Ma, si tratta, a mio parere, di una clausola evidentemente vessatoria, che in sede di un eventuale opposizione a decreto ingiuntivo il giudice riconoscerà.

Anche perchè se lei consulta le risorse internet disponibili, vedrà che Eurofidi è partecipata dalle due maggiori banche italiane. E chissà che in qualche partecipazione incrociata fra i vari azionisti non compaia anche la banca tedesca.

Capisce, adesso, perchè la banca si rivolge a lei e perchè alle sue domande vengono fornite risposte evasive? Eurofidi fa parte comunque della famiglia ... ed è più facile, avranno pensato, ottenere i soldi da una signora che da una società specializzata in garanzie.

Dunque, può tranquillamente riferire al signor direttore che la banca deve prima effettuare ogni tentativo possibile di escussione della garanzia prestata da Eurofidi e solo dopo (in pratica quando Eurofidi fallisce senza lasciare un soldo di attivo) venire a bussare alla sua porta.

Il suggerimento è di non mostrare sudditanza psicologica verso il direttore: deve essergli chiaro che lei si opporrà, con tutto il supporto legale necessario, ad un eventuale decreto ingiuntivo finalizzato ad escutere il debito prima di averlo fatto, inutilmente, con Eurofidi. E a portare sul tavolo del giudice, su quello dell'Arbitro Bancario Finanziario e delle associazioni di consumatori il tentativo scorretto messo in atto dalla banca tedesca.

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