Ludmilla Karadzic

A quanto leggo la stanno già costringendo a chiudere, non tanto l'attività, ma la dignità. Lavorare onestamente e non riuscire a soddisfare le esigenze primarie del proprio nucleo familiare è quanto di più frustrante ed umiliante possa capitare a un uomo. Praticamente si tratta di schiavismo o di estorsione praticata dallo stato: questa è la condizione in cui tanti italiani, non solo lei, sono oggi costretti a vivere.

Il problema, a questo punto, non è tanto decidere se vale la pena di sospendere il pagamento di tasse e contributi per poter andare in vacanza. Si tratta, piuttosto, di fare una scelta di sopravvivenza, per sé e per i propri familiari. E, sotto questo aspetto, non ha altre opzioni, purtroppo.

Per minimizzare i danni conseguenti al pignoramento del conto corrente, dovrà fare in modo di mantenerlo ad un livello di liquidità appena sufficiente a poter operare le transazioni funzionali all'attività che svolge.

Per il resto, pignoramento presso la casa del debitore o di un quinto degli strumenti indispensabili all'esercizio della professione, dell'arte o del mestiere del debitore, si tratta di azioni esecutive assai poco incisive che Equitalia avvia solo in casi particolari. E, comunque, è un rischio che lei è costretto a correre.

Un caloroso augurio per il suo prossimo, luminoso futuro da indebitato insolvente ed un sincero benvenuto fra noi.

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