Ludmilla Karadzic

Quello che lei rischia, se le cose andassero veramente male, è il pignoramento dello stipendio nella misura del 20% della retribuzione netta mensile.

Ha comunque centrato il problema: queste società di recupero crediti non hanno, quasi mai, la documentazione da produrre in sede giudiziale necessaria ad ottenere un decreto ingiuntivo nei confronti del debitore.

Quando hanno le carte, nel 90% dei casi, l'estratto conto cronologico dimostra l'applicazione di tassi di usura e quindi non può essere allegato agli atti.

Allora, può attendere l'eventuale notifica del decreto ingiuntivo (se mai ci sarà) ed esaminare, in questa circostanza la documentazione (insieme ad un avvocato) per individuare eventuali profili di anatocismo e/o usura.

Quindi, se ve ne sono i presupposti, procedere con l'opposizione al decreto ingiuntivo per ottenerne l'annullamento. Se, invece, la pretesa è fondata, potrà scegliere - per saldare il debito comprensivo di spese legali e interessi - fra il rimborso attraverso il pignoramento dello stipendio (con una rata del 20% mensile) o quello in un'unica soluzione, in sede di conversione del pignoramento.

In alternativa, se proprio non riesce a convivere con il disagio di un possibile decreto ingiuntivo incombente, non le resta che concordare un piano di rientro con il sedicente creditore.

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