Ludmilla Karadzic

Decorsi inutilmente i 40 giorni successivi alla notifica del ricorso proposto dal creditore, il debito accertato dal giudice diviene esigibile e, con il decreto ingiuntivo, propedeutico ad un'azione esecutiva nei confronti del debitore.

A questo punto segue, a breve giro, la notifica del precetto al debitore. Il precetto è l'atto formale con cui il creditore intima al debitore di adempiere al decreto ingiuntivo entro un termine non inferiore a 10 gg.

Scaduto il quale, il creditore può procedere all'esecuzione forzata.

Ora per l'esecuzione forzata serve l'ufficiale giudiziario, il quale effettua su richiesta e sui beni individuati dal creditore, il pignoramento. Il pignoramento è il primo atto dell'azione esecutiva che ha l'obiettivo di espropriare i beni del debitore. Beni che possono essere immobili, cose ed arredi presenti nella residenza del debitore, conti correnti e crediti che il debitore vanta verso terzi (lo stipendio, ad esempio).

Non è matematico che dopo la notifica del precetto, ed a seguito del reiterato mancato adempimento agli obblighi accertati, entri in gioco l'ufficiale giudiziario. Ma, bisognerebbe chiedersi per quali oscure ragioni il creditore vada incontro ad ulteriori spese promuovendo un contenzioso legale.

E, per questo tipo di questioni si muove l'ufficiale giudiziario, cioè un pubblico ufficiale, proprio perchè lei non possa mandarlo via. Lei potrà indicare, semmai, all'ufficiale giudiziario altri beni su cui procedere per il pignoramento; ma devono essere beni disponibili, di valore superiore o eguale a quelli individuati e segnalati dal creditore e liquidabili facilmente.

Come si deve comportare? Lo accolga con gentilezza e gli offra un caffè. E' la strada migliore per evitare altri guai.

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