Simone di Saintjust

Il fallimento, qualora escluda errori gestionali (in buona e/o malafede) e risulti imputabile esclusivamente all'alea che accompagna qualsiasi attività imprenditoriale, è paradossalmente un bene per i soci e gli amministratori della società, in quanto li libera da ogni coinvolgimento nei debiti societari, oltre la capienza della quota capitale.

Il rischio che si corre, tuttavia, è quello di vedere certificata la responsabilità di soci ed amministratori nel fallimento. Nel qual caso, diventa un gioco da ragazzi, per i creditori, aggredire esecuitivamente i loro beni personali.

Quindi decidere per una messa in liquidazione, che può accentuare il rischio di una istanza di fallimento, o auspicarla, non è sempre buona cosa ...

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