Ludmilla Karadzic

Il decreto ingiuntivo è l'ordine del Giudice al debitore di pagare al creditore la somma dovuta entro un determinato breve tempo (normalmente entro 40 giorni) con l'avvertimento che, nello stesso periodo, può essere fatta opposizione avanti il medesimo Giudice, e che in assenza di pagamento o di opposizione, il decreto diverrà titolo esecutivo e si provvederà direttamente all'esecuzione forzata nei suoi confronti.

In assenza di opposizione, verrà notificato al debitore un atto di precetto, con il termine ultimativo di 10 giorni per il pagamento.

Decorso il termine di 10 giorni concesso per il pagamento, il creditore potrà procedere all'azione esecutiva (pignoramento).

A cominciare dalla notifica del decreto ingiuntivo e ipotizzato che non si voglia o possa presentare opposizione e/o non si voglia o possa pagare, il debitore può attivarsi nel tentativo di limitare i danni a suo carico da un eventuale pignoramento avviato dal creditore:

  1. intestando veicoli di proprietà a terzi di fiducia;
  2. trasferendo le disponibilità del proprio conto corrente su un conto corrente intestato a familiari o amici e mantenendo per sé stesso solo la delega ad operare e disporre;
  3. fissando il proprio domicilio e la propria residenza in un appartamento ammobiliato. Mai, comunque, presso amici e parenti in quanto li si coinvolgerebbe in un eventuale pignoramento presso la casa del debitore: anche se si dispone di un contratto di comodato per arredi e mobilia registrato all'Agenzia delle entrate.

Nulla si può fare nel caso in cui il debitore sia un lavoratore dipendente in regola: si resta esposti al pignoramento del 20% dello stipendio netto per il tempo necessario alla copertura del debito.

Analogamente nessuna precauzione (se non la vendita) è possibile adottare nel caso in cui il debitore risulti proprietario di un immobile: si rischia, in tale (fortunata) circostanza, l'iscrizione di ipoteca sul bene.

Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.