Piero Ciottoli

Per un periodo ancora imprecisato, dovrò rinunciare al pagamento di 2 finanziarie per un totale di 610 euro che mi permetterebbero di dormire in caso di imprevisti e raccimolare un piccolo fondo al fine di poter puntare su un debito a stralcio(continuerei a pagare i restanti 840 euro IN QUANTO MIO SUOCERO E UN AMICO SONO GARANTI, e potendo scegliere preferisco non rovinare i loro sonni tranquilli)

Uno a zero per lei. Ma, come attenuante, posso eccepire il fatto che lei, avendo scritto tante cose, poteva inserire anche l'informazione sui due garanti.

Continuo invece a ritenere improbabile un pignoramento presso la casa del debitore, se il debitore è persona non eccessivamente facoltosa, amante d'arte o di antiquariato.

Poichè mi ci tira per i capelli, se dovessi scommettere, punterei sul parere di chi afferma essere sufficiente il contratto d'affitto registrato con foto dei mobili di cucina e bagno, anche senza firme autenticate. A meno che il proprietario non disconosca la sua firma dopo il pignoramento. Il che mi sembra inverosimile ed illogico.

Lei chiede: Basta? Basterà fino a quando il primo giudice chiamato a decidere riterrà che non basti. Ed eventualmente fino a quando la Cassazione non gli darà ragione.

Per scontrini e fatture: quando al bene è accompagnata una garanzia, è sufficiente lo scontrino spillato sul certificato. Altrimenti, nel caso di mobili, è opportuna una fattura nominativa con dettaglio degli articoli acquistati.

Infine il cambio di residenza. Volendo fare le cose per benino, e sempre premesso che ragioniamo nello scenario improbabile di un pignoramento presso il luogo in cui vive il debitore, l'ospite può richiedere una perizia tecnica da asseverare in Tribunale sullo stato dei luoghi (quindi dettaglio dei beni presenti) in data anteriore al trasferimento del debitore.

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