Ludmilla Karadzic

Sussistono sicuramente i presupposti per un ricorso, nella speranza di trovare un "giudice a Berlino" che cominci a sanzionare la pratica scorretta, messa in atto dagli uffici postali, di vanificare la tutela rappresentata dall'invio della raccomandata informativa sulla giacenza.

L'eventuale irreperibilità del destinatario, anche in coincidenza del tentativo di consegna della seconda raccomandata, dovrebbe essere annotata.

In questa evenienza, il destinatario che intenda contestare l'avvenuta esecuzione della notificazione, affermando di non aver mai ricevuto l'atto pur risultando reperibile, ha l'onere di impugnarlo a mezzo della querela di falso, anche se l'annotazione non veritiera nella relata non sia ascrivibile a dolo, ma soltanto ad imperizia, leggerezza, o negligenza dell'agente postale” (v. Cass. 22.11.2006, n. 24852; cfr. Cass. 23.7.2003 n. 11452; 1.3.2003, n. 3065).

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