Chiara Nicolai

Delle due la seconda, anche se è stata un pochino imprecisa. Oltre che al Rossi nazionale la trattativa è stata concessa anche a tante altre celebrità.

Valentino doveva pagare 112 milioni di euro, alla fine se l'è cavata con un quinto della cifra dovuta al fisco: 20 milioni di euro. A tanto ammonta il denaro che Valentino Rossi sborserà a rate al posto di quella spaventosa somma iniziale (tra Iva, Irpef, Irap, sanzioni e interessi per gli anni 2000-2004).

Tra le ultime celebrities italiane finite nella rete del fisco c'è anche Lele Mora, intimo del nostro premier. L'agente delle star deve pagare 5,6 milioni di euro, secondo la sentenza emessa due anni or sono dalla Commissione tributaria provinciale di Bergamo. L'accusa dell'erario è di aver scaricato indebitamente numerose "spese" per ville, barche, auto utilizzate da vip.

Non è la prima volta che il manager e talent-scout italiano viene "pizzicato": nel 2000, aveva evaso il fisco per circa 5 miliardi di lire. Come andrà a finire questa volta? Possiamo immaginare che anche lui riuscirà a farsi ridurre la cifra da versare nelle casse dello Stato. L'intuizione è facile: Mora ha già commentato: «Non sono un evasore, farò ricorso».

Anche il campione di F1 Giancarlo Fisichella ha prima bisticciato e poi fatto pace con l'Agenzia delle Entrate. Il Fisco gli aveva contestato di aver spostato la residenza all'estero, a Montecarlo, ovviamente per non pagare le tasse. Dopo avere ricevuto una cartella esattoriale da 17,2 milioni di euro, Fisichella ha raggiunto un accordo e se l'è cavata con soli 3,8 milioni di euro.

Forse Valentino Rossi ha seguito il suo suggerimento, che ai tempi aveva detto: «Gli consiglio di fare come me: credo di aver dato l'esempio. Ho pagato il giusto che dovevo pagare». Ma nel mondo dello sport italiano evadere sembra una moda consolidata.

Anche Fabio Capello è finito nel mirino del Fisco. Il ct della nazionale di calcio inglese è indagato a Torino per presunta frode fiscale. In ballo ci sarebbero circa 100 milioni di euro da lui percepiti e non dichiarati.

Problemi con il fisco li ebbe anche il campione italiano di ciclismo Mario Cipollini. Per lui, al momento, non sembra esserci l'happy end però. Cipollini dovrà infatti pagare un milione e 100mila euro per evasione, avendo perso il ricorso contro l'Agenzia delle entrate di Lucca, in merito all'accertamento riguardante gli anni 1998-1999. Nella somma sono comprese anche le sanzioni. (Libero News)

Nessuno dimentica il caso di Luciano Pavarotti, investito dallo scandalo fisco nel 2000. Secondo i magistrati aveva preso fittizziamente la residenza nel principato di Monaco. Alla fine il tenore patteggiò in diretta tv con il fisco il pagamento di 25 miliardi di lire. Sempre nel mondo dello spettacolo, è toccato anche a Riccardo Tognazzi pagare: per lui 734 milioni 949 mila lire, ma gli vengono ancora contestati altri 348 milioni 156 mila lire. E cosa dire del cantante Riccardo Cocciante? Fu condannato dalla giustizia francese per frode fiscale a 30 mesi di carcere, di cui 20 con la condizionale. E nonostante il ricorso del cantante, la Corte di cassazione francese lo scorso novembre ha confermato la sua condanna per frode fiscale. Lui di conciliazione non ha voluto sentir parlare. E forse, a vedere gli altri, ha fatto male...

E non si dimentichino gli SCUDATI, i privilegiati a cui hanno concesso questo:

Si chiama scudo fiscale, ma purtroppo non è riservato a lei.

E' roba per ricchi, per il premier, per i suoi amici e per quelli che fanno parte della sua cerchia, per veline, papponi, portaborse.

E mi sembra anche giusto che sia così, visto che è indubbio che costoro sono la maggioranza nel paese.

A lei invece, se non paga le venderanno casa all'asta.

E pensare che se suo padre quei 35 mila euro li portava all'estero, oggi avrebbe pagato solo 1750 euro, pari al 5% dell'importo a debito.

No, questo non è un paese per normali debitori, e soprattutto, non è un paese di uguali, davanti alla legge ed al fisco.

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