Annapaola Ferri

Un approccio razionale al problema giustifica tutti i dubbi.

Nel caso specifico del regime economico patrimoniale adottato da due coniugi possiamo semplificare affermando che anche con la separazione dei beni vale un principio elementare. Dei debiti di uno dei due coniugi ne risponde anche l'altro, se essi sono stati contratti nell'interesse della famiglia. Ma è onere del creditore provare, ad esempio, che il prestito personale, il mancato versamento di contributi INPS o dell'IRPEF dovuta, sia stato utilizzato per soddisfare i bisogni familiari. E' chiaro che il debitore eventualmente chiamato a rispondere affermerà, nella quasi totalità dei casi, che quei soldi sono stati spesi al casinò o con l'amante di turno ...

Per quel che attiene la data in cui la registrazione di un atto di comodato degli arredi presenti in casa del debitore possa avere efficacia rispetto ad un'azione esecutiva come il pignoramento, si ritiene che possa essere presa a riferimento la data della notifica del titolo esecutivo (decreto ingiuntivo, cartella esattoriale, avviso di accertamento immediatamente esecutivo). E' inutile registrare un contratto di comodato gratuito in data successiva alla notifica di un decreto ingiuntivo o di una cartella esattoriale. Ma, spesso, se il creditore non è determinato e non ingiunge all'ufficiale giudiziario di procedere comunque nel pignoramento, minacciando uno strascico legale, l'escamotage può funzionare comunque.

Per il resto, bisogna esaminare la questione di volta in volta.

Nel caso, ad esempio, di una fideiussione prestata da uno dei due coniugi, la giurisprudenza parla chiaro. L'avvenuta separazione dei beni, o la costituzione del fondo patrimoniale, deve essere annotata sull'atto di matrimonio perchè chi accetta la fideiussione deve sapere (o, almeno, deve averne la possibilità) se può o meno rivalersi anche sul coniuge.

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