Piero Ciottoli

L'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle relative addizionali prevista dall'articolo 2, comma 228, della legge n. 191 del 2009 al fine di agevolare il reperimento di immobili ad uso abitativo nelle aree colpite dal sisma del 6 aprile 2009 è applicabile, a scelta del locatore, a condizione che il contratto di locazione:

  • riguardi immobili ad uso abitativo situati nella provincia dell'Aquila;
  • sia stipulato ai sensi dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (locazione a canone "convenzionale");
  • sia stipulato tra persone fisiche che non agiscono nell'esercizio di un'impresa, arte o professione.

Considerata la finalità della norma di far fronte alle esigenze abitative dei territori colpiti dal sisma, si ritiene che l'imposta sostitutiva, prevista per i comuni della provincia dell'Aquila, in via sperimentale per il solo anno d'imposta 2010, trovi applicazione per tutti i contratti di locazione che soddisfino i requisiti sopra indicati, a condizione che tali contratti siano stipulati a decorrere dal 6 aprile 2009, data dell'evento sismico.

Nelle dichiarazioni dei redditi 2011, all'interno del quadro destinato all'indicazione dei redditi dei fabbricati è stata prevista una colonna, "cedolare L'Aquila", per segnalare la scelta dell'imposta sostitutiva in luogo della tassazione ordinaria, e un rigo per l'indicazione dell'imponibile da assoggettare alla cedolare del 20% e della relativa imposta.

In merito al codice da indicare nella colonna "codice utilizzo" nel quadro B dei modelli dichiarativi, quando sia stata scelta l'applicazione della predetta imposta sostitutiva, si premette che "la base imponibile dell'imposta sostitutiva è costituita dall'importo che rileva ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche".

Poiché il reddito dei fabbricati è determinato con riferimento a ciascuna unità immobiliare e riferito a ciascun periodo d'imposta, l'imposta sostitutiva del 20% verrà applicata sull'imponibile (risultante nel quadro RB dalla colonna 8) tenendo conto, pertanto, delle eventuali agevolazioni previste per casi particolari (ad es. immobile locato in Abruzzo con riduzione del 30% della base imponibile, cod. utilizzo 14) e delle particolari modalità di calcolo dovute ai casi in cui lo stesso immobile venga diversamente utilizzato nel corso dell'anno (es. immobile a disposizione che viene locato durante l'anno).

In quest'ultima ipotesi, che prevede l'esposizione dei dati in più righi, la casella relativa alla cedolare secca va barrata esclusivamente in corrispondenza del primo rigo anche se a quest'ultimo corrisponde nell'esempio il codice 2 "immobile a disposizione".

Per le illustrate ragioni non sussistono vincoli nella compilazione della colonna "codice utilizzo", anche se il contribuente deve comunque tener conto che i contratti di locazione per i quali è ammessa l'applicazione della cedolare secca sono quelli c.d. "a canone convenzionale" stipulati ai sensi dell'art. 2, comma 3, della legge n. 431 del 1998.

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