Piero Ciottoli

Il creditore si è voluto in qualche modo tutelare, per evitare - nel caso di omesso o parziale rimborso da parte del debitore - di dover necessariamente ricorrere per decreto ingiuntivo, onde ottenere il pignoramento dello stipendio nella misura che il giudice riterrà di stabilire dopo aver ascoltato il suo datore di lavoro.

In pratica, lei ha sottoscritto un contratto di finanziamento autorizzandone la conversione in prestito delega (prestito garantito). Se è pur vero che il prestito delega è soggetto all'assenso del datore di lavoro, va anche considerato che l'importo della rata mensile può, per legge, arrivare al 40% delle voci stipendiali nette.

Il suo datore di lavoro potrebbe anche voler evitare di dover adempiere alle procedure di legge ed, in particolare, di dover rendere le dichiarazioni previste innanzi al giudice adito dal creditore (perdendo tempo e danaro a causa del proprio dipendente debitore). Per tale motivo, preso atto della sua autorizzazione, non è escluso che egli possa anche decidere di trattenerle dallo stipendio quanto lei stesso ha autorizzato e riversarlo al creditore.

In questo modo, la procedura di recupero del credito risulterebbe più spedita ed efficace. Il che, non è poco.

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