Roberto Petrella

L'equivoco, presumibilmente nasce dal significato che io e lei, in modo difforme, abbiamo attribuito al termine "nota".

Io ho inteso "nota" come comunicazione notificata. Su questa base ne è seguito il ragionamento sviluppato nell'altro post e che qui riassumo.

Se il 16 agosto 1995 (solo per fare un esempio limite) è stata notificata a suo padre (anche per compiuta giacenza) una comunicazione di messa in mora, la successiva nota del 25 maggio 2005 (nei termini di prescrizione decennali) rinnova i termini di prescrizione decennali (fino al 2015 UNICREDIT può esigere il credito anche se non notifica formalmente altro a suo padre).

Per quanto attiene i crediti riferiti al 98 e 99 parto dal presupposto che suo padre rientri in una delle gestioni pensionistiche obbligatorie. In questo caso la prescrizione è decennale e le comunicazioni dell'agosto 2005 ne interrompono ancora i termini.

Se invece, come mi auguro per suo padre, per "nota" va intesa una semplice annotazione presente nel cassetto INPS, allora il discorso è completamente diverso.

Con questo valore semantico attribuito al termine "nota" tutti i crediti risulterebbero prescritti.

Il che conferma che il "saldo stralcio" proposto da UNICREDIT è motivato esclusivamente dalla consapevolezza dell'inesigibilità del credito.

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