Gennaro Andele

Al 180esimo giorno qualcuno (di solito un agente della polizia municipale distaccato in Prefettura o, in ogni caso, un soggetto legittimato dal primo comma dell'articolo 26, del D.P.R. n. 602/73) prepara la relata di notifica, compila le ricevute postali di AR, indica il nominativo del destinatario nel registro cronologico.

In questo modo si assolve all'adempimento prescritto dalla legge.

Successivamente, qualcun'altro provvederà a portare la comunicazione di convocazione all'ufficio postale più vicino. Alla consegna dell'atto al destinatario provvede poi l'agente postale con le procedure previste dalle legge 20 novembre 1982, n. 890.

E' bene ricordare che la Corte Costituzionale con sentenza del 26 novembre 2002, n. 477 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del combinato disposto dell'articolo 149 del codice di procedura civile e dell'articolo 4, comma terzo, della legge 890/82, nella parte in cui prevede che la notificazione si perfeziona, per il notificante, alla data di ricezione dell'atto da parte del destinatario anziché a quella, antecedente, di consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario.

Dai principi espressi nella sentenza consegue che il momento di perfezionamento della notifica effettuata a mezzo del servizio postale, viene individuato:

  1. per il notificante, nella data di consegna dell'atto all'agente notificatore o alle poste;
  2. per il destinatario, nella data di ricevimento dell'atto attestata dall'avviso di ricevimento, o dopo i dieci giorni di giacenza previsti in caso di temporanea irreperibilità del destinatario

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