Ornella De Bellis

Dopo la morte di suo padre, che non ha redatto testamento, sua madre è divenuta proprietaria di 1/3 della casa mentre i 10 figli (lei e 9 fra fratelli e sorelle) hanno ricevuto in eredità, ciascuno, i 2/30 dell'immobile.

La FCE BANK, evidentemente, si è ben informata sulla sua situazione economico-patrimoniale. Il creditore sa bene che, anche se procedesse con il pignoramento presso il datore di lavoro, dovrebbe attendere che sia ultimato il rimborso che lei sta attualmente effettuando con il precedente pignoramento. Prima di vedere qualche spicciolo.

Allora, la FCE BANK ha pensato bene di intimorirla minacciando il pignoramento della sua quota di proprietà indivisa lasciata dal papà. Cosa senz'altro fattibile, che potrebbe anche condurre alla vendita dell'intero bene indiviso.

I 2/30 del ricavato (al netto di spese legali sempre rilevanti in queste situazioni) finirebbero nelle casse della Ford, mentre il resto andrebbe diviso fra sua madre, fratelli e sorelle secondo le rispettive quote di proprietà.

Quello che la FCE BANK naturalmente le tace è la circostanza che la vendita coattiva del bene indiviso avrebbe ben poche (secondo me nessuna) possibilità di avere un qualche successo. Ciò in ragione del fatto che sua madre vanta un diritto di abitazione ex mortis causa. Cioè, finchè campa, nessuno potrà mandarla via dalla casa in cui abita. E quindi, chi acquista dovrebbe attendere la morte di sua madre prima di poter liberamente disporre del bene aggiudicato all'asta.

Tuttavia, poichè quelli della FCE BANK sono senz'altro dei gran volpini mentre lei, con tutto il rispetto, mi sembra piuttosto persona abbastanza disorientata, sarebbe bene mettere da parte qualche piccolo risparmio per garantirsi l'assistenza di un procuratore legale, anche alle prima armi (di solito sono quelli che costano meno, ma hanno anche gran voglia di dimostrare il proprio valore e di emergere).

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