Simone di Saintjust

Lo dico e lo ribadisco, un debito non si ripiana con un altro debito, salvo che a monte non vi sia una strategia ben precisa, e soprattutto a conti fatti l'operazione deve essere conveniente.

Indebitarsi è oneroso, talora molto oneroso. Subire un'azione esecutiva è ancora più oneroso che ricorrere a varie forme di finanziamento. Fra i due mali, si sceglie il minore.

Per avere il vitalizio è necessaria la presenza di un immobile, il richiedente (o i richiedenti, se coppia coniugata) deve avere più di 65 anni, e deve godere di un diritto reale sull'immobile, quindi sicuramente va bene la proprietà, ma va bene anche l'usufrutto o il diritto di abitazione. Quando il richiedente non è anche il proprietario dell'immobile, quest'ultimo parteciperà all'operazione come terzo datore di ipoteca.

Più è alta l'età anagrafica del richiedente, maggiore è la cifra erogabile, generalmente fino al 50% del valore dell'immobile.

Non è previsto l'ammortamento del debito se non dopo la morte del richiedente (di entrambi, se coppia coniugata): quindi tale onere ricadrà sugli eredi, che avranno un anno di tempo dalla morte dei richiedenti per rimborsare il debito.

La presenza di un pregresso vincolo ipotecario sull'immobile non pregiudica la fattibilità dell'operazione, purchè con l'erogazione sia possibile estinguere il residuo debito.

Nel Vostro caso occorrerebbe verificare quale cifra sarebbe erogabile in forza della Vostra età anagrafica. Se la cifra fosse sufficiente a ripianare il residuo di mutuo e gli altri debiti che avete in essere, potreste azzerare le vostre pendenze e - successivamente - pensare con calma (anche in accordo con i futuri eredi) se estinguere anticipatamente il prestito vitalizio ipotecario anche ricorrendo ad un ulteriore mutuo, oppure rimandare tutto ad un lontano domani quando - maturata l'eredità - gli eredi decideranno se vendere l'immobile ed estinguere così il debito, ovvero ripianare diversamente.

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