Ludmilla Karadzic

Esaminiamo innanzitutto la questione relativa alle detrazioni IRPEF per figli a carico. Non è necessario appartenere alla medesima famiglia anagrafica per poter fruire delle detrazioni. Nel caso di separazione legale o divorzio le detrazioni spettano nella misura del 50% ciascuno ai due genitori. Se c'è accordo, le detrazioni per figli a carico possono essere fruite al 100% dal genitore che ha reddito più alto.

Per quanto attiene l'ISEE, un figlio minore appartiene al nucleo familiare del genitore con cui forma famiglia anagrafica, indipendentemente dall'aspetto di carico fiscale. Quindi, nel caso, per il figlio 17enne del suo compagno si impone il cambio di residenza, oppure l'attesa della maggiore età.

Per gli assegni familiari, conviene far riferimento alla circolare INPS numero 48 del 1992, che descrive le situazioni che vengono a definirsi in caso di separazione legale o di divorzio. Che sono le seguenti:

  1. coniuge affidatario titolare di una posizione tutelata (rapporto di lavoro, pensione, ecc.): è l'esclusivo titolare del diritto a percepire l'assegno. Il nucleo familiare risulta essere composto, a seguito della separazione, da egli stesso e dai figli affidati;
  2. coniuge affidatario non titolare di una posizione protetta: esercita il diritto all'assegno per il proprio nucleo familiare sulla posizione lavorativa dell'altro coniuge o ex coniuge. Il nucleo familiare è costituito dall'affidatario e dai figli affidati. Il reddito familiare è quello corrispondente a tale composizione.

Oppure alla circolare numero 48 del 1992 e numero 36 del 2008 che affronta le problematiche relative agli assegni familiari quando i figli del richiedente siano naturali e riconosciuti da entrambi i genitori. In essa si afferma sostanzialmente che il nucleo familiare costituito intorno ad un solo genitore, i cui figli naturali siano stati riconosciuti anche dall'altro, può essere assimilato al nucleo derivante dalla separazione legale (divorzio) in quanto, analogamente al nucleo formato dall'affidatario e dai figli affidati, esso è costituito dal genitore naturale, cui spetta la potestà (art. 317-bis c.c.), e dai figli che dalla documentazione anagrafica risultano conviventi. Il diritto all'assegno è riconosciuto al genitore convivente con i figli, titolare di una propria posizione tutelata.

Da quanto esposto emerge l'ininfluenza della situazione di carico fiscale dei figli rispetto alla composizione di nucleo familiare ANF e, comunque, l'impossibilità per il suo compagno di fruire degli assegni familiari per i figli affidati all'ex coniuge.

Si evince altresì che anche lei, in quanto lavoratrice dipendente, potrebbe percepire assegni familiari per i due figli, al posto del suo compagno. In tale evenienza, l'ex coniuge del suo compagno potrebbe percepire gli assegni familiari sulla posizione dell'ex marito (a meno che l'ex signora non percepisca redditi elevati).

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