Simone di Saintjust

La sua è una domanda provocatoria,i tempi della giustizia sono quelli che sono e non esistono alternative. Se non il buon senso e la mediazione.

Potrebbe tentare di far capire a sua sorella, ristabilendo un canale di comunicazione, diretto o attraverso terzi, i rischi a cui va incontro.

Peraltro la vicenda è assai strana. I fatti che lei riporta sono troppo evidenti e lineari e troppo chiare le responsabilità. Le chiedo scusa, ma per esperienza sono convinto che dev'esserci dell'altro, che lei non riferisce.

Comunque, se le cose stessero effettivamente come lei le descrive, condivido il suo punto di vista: la banca rischia un grave danno d'immagine.

Su questo aspetto dovrebbe esercitare pressione. Esiste un organismo, forse poco noto, che in Italia si occupa di valutare il comportamento di banche e funzionari. A fronte di scorrettezze segnalate dagli utenti, ed opportunamente documentate, l'Arbitro Bancario Finanziario prende la propria decisione e, nel caso, chiede alla banca di porvi rimedio. Se la banca non ottempera, viene pubblicata la delibera assunta dall'ABF sui più importanti quotidiani nazionali e locali.

Una "moral suasion" molto efficace, come abbiamo avuto più volte occasione di rilevare attraverso i feedback dei nostri assistiti.

Lei vive a Roma e potrebbe presentare il ricorso anche di persona. Ma basta una semplice raccomandata. I tempi di risposta sono ancora "umani" e comunque senz'altro più contenuti rispetto a quelli della giustizia ordinaria.

Le allego il link alle istruzioni su come presentare ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario.

arbitro bancario finanziario - guida pratica alla risoluzione stragiudiziale delle controversie bancarie

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