Giorgio Valli

Ci troviamo, purtroppo per la sua fidanzata, di fronte ad un caso classico di accettazione tacita dell'eredità.

L'accettazione tacita dell'eredità interviene quando la persona chiamata all'eredità compie un atto che implica necessariamente la volontà di accettare l'eredità, e che egli non potrebbe compiere se non nella qualità di erede.

La legge, infatti, richiede che i potenziali eredi che sono in possesso di beni compresi nell'eredità decidano rapidamente cosa vogliono fare.

Questo per evitare che possano continuare a godere del patrimonio ereditario senza assumere formalmente la qualità di erede, e dunque senza pagare i debiti del defunto.

Ora, la sua fidanzata, potenziale erede, una volta ricevuto l'accredito aveva solo tre mesi di tempo per decidere. Se voleva rinunciare all'eredità, o rinunciarvi con beneficio d'inventario, era obbligata a fare una dichiarazione espressa davanti a un notaio oppure nella cancelleria del Tribunale del luogo ove il defunto aveva domicilio.

In mancanza di questa dichiarazione di rinuncia, ella è considerata a tutti gli effetti erede, con ciò che ne consegue.

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