Ornella De Bellis

Non entro nel merito dell'entità del debito e quindi del tipo di automobile acquistata a credito da suo padre, semplicemente perchè in Germania vendono Mercedes, Porche e BMW. Veicoli che sappiamo valere, per alcuni modelli ed in particolari circostanze, ben più di un paio di appartamenti.

Nemmeno mi dilungo molto su una evidente difficoltà del creditore teutonico di venire a conoscenza dell'eredità e semmai, di procedere per via giudiziale. E' bene sempre, in siffatte situazioni, non lasciare nulla al caso e alla fortuna.

Partiamo dalla comunione dei beni, che rende praticamente sua madre coobbligata nel rimborso del debito acquisito dal marito.

Se sua madre rinunciasse, il creditore potrebbe chiedere la revoca della rinuncia e sostituirsi all'erede debitrice rinunciante.

Se sua madre rinunciasse ed il debitore non chiedesse la revoca della rinuncia, la figlia diverrebbe erede per rappresentanza e sarebbe comunque soggetta a rivalsa da parte del creditore.

Se sua madre accettasse, e poi donasse ai figli i beni ereditati, l'atto di donazione sarebbe facilmente suscettibile di revocazione, ovemai venisse richiesta dal creditore germanico.

Se sua madre accettasse e si riservasse l'usufrutto, men che peggio. Non solo sarebbero revocabili gli atti di trasferimento della nuda proprietà ai figli, in quanto finalizzati a sottrarre al creditore i beni su cui potrebbe soddisfarsi. Ma, l'usufrutto è un bene come un altro, quantificabile in valore e pertanto pignorabile.

Sempre ammesso che si voglia non trascurare la remota possibilità del creditore di agire sull'eredità, la soluzione migliore è quella della rinuncia con beneficio d'inventario.

Trascorsi dieci anni dall'ultima comunicazione di messa in mora effettuata dal creditore, nessuna azione esecutiva sarebbe più effettuabile sui beni ereditati.

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