Marzia Ciunfrini

La legge riserva una parte dell'eredità ai parenti del defunto (i chiamati all'eredità). C'è poi una quota che può essere assegnata per testamento (a chiunque).

Ereditando beni per testamento e non essendo lei chiamata all'eredità (se non diventerà coniuge del suo compagno) non dovrà rispondere di eventuali debiti del de cuius.

L'unica cosa che potrebbe accaderle è l'impugnazione del testamento da parte dei chiamati all'eredità, nel caso in cui non fosse stata rispettata nel testamento la quota di legittima (quella riservata ai parenti del de cuius, per legge).

Lei chiede come si fa a sapere dei debiti del defunto. Non si può saperlo. Per questo esiste l'istituto della rinuncia con beneficio di inventario.

Il chiamato all'eredità (ripeto, non è il suo caso, lei sarebbe solo una legataria) attende 10 anni che corrisponde proprio all'intervallo di tempo in cui un creditore del de cuius può far valere le sue pretese, pena la prescrizione del credito.

Al compimento del decimo anno il chiamato saprà, con precisione, quali sono tutti i debiti del de cuius che egli dovrebbe pagare accettando l'eredità. Può, allora, compiere la propria scelta, accettare o rinunciare, con consapevolezza.

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