Carla Benvenuto

Innanzitutto, è necessario individuare il giudice competente, ed i termini per la presentazione del ricorso, in base alla natura dei crediti vantati in cartella.

In pratica, per impugnare una cartella esattoriale può essere necessario presentare più ricorsi a giurisdizioni diverse (CTP, Giudice del lavoro, Giudice di pace). I termini per la presentazione di ciascun ricorso variano, di conseguenza, in funzione della giurisdizione adita.

Per il ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale (CTP), solo per fare un esempio, è necessaria l'assistenza di un difensore abilitato iscritto all'albo professionale (che, a seconda della materia trattata, può essere un avvocato, un dottore commercialista, un ragioniere, un perito commerciale, un consulente del lavoro).

Solo se la controversia ha un valore inferiore ad euro 2.582 (e non è il suo caso) è possibile rinunciare all'assistenza tecnica.

Inoltre, per tutti gli atti dell'Agenzia delle entrate (per intenderci gli importi iscritti a ruolo che lei identifica come riconducibili a tasse non pagate su immobili già venduti) con pretesa non superiore a 20.000 euro (al netto di sanzioni e spese di riscossione) è obbligatorio, prima di adire il giudice tributario, presentare un reclamo all'Agenzia delle entrate.

In ultimo, ma non ultimo come importanza, c'è il dettaglio relativo all'esigenza di individuare motivi validi su cui basare l'opposizione.

Per quanto attiene la richiesta formulata dal professionista da lei consultato, c'è da dire che vanno anticipate subito le spese relative al contributo unificato. Gli onorari professionali sono poi correlati alla valutazione dell'impegno che il ricorso (o i ricorsi) richiede. Per cui, non è possibile formulare un parere sulla congruità di quanto le è stato domandato.

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