Giuseppe Pennuto

La procedura di inesigibilità dei crediti è formalmente articolata nelle seguenti fasi:

  1. accertamento di irrecuperabilità del credito;
  2. abbandono dell'azione di recupero del credito;
  3. eliminazione contabile del credito irrecuperabile.

Lo stato di insolvibilità è dunque provato dalle risultanze dell'esperimento infruttuoso dell'esecuzione forzata nelle varie forme possibili (ufficiale giudiziario) e presuppone sempre il ricorso ad un'azione giudiziale che quantifichi il credito (comprensivo di eventuali penali, interessi di mora e spese sostenute) da indicare poi come inesigibile.

Nella prassi, tuttavia, ci si limita spesso a dimostrare l'antieconomicità dell'azione di recupero. In tal caso la non convenienza dell'azione esecutiva è determinata a seguito di comparazione di congruità tra l'importo del credito e le spese prevedibilmente occorrenti, tenuto conto delle probabilità di riscossione.

In tale contesto giocano un ruolo preminente le attestazioni fornite da società di recupero crediti specializzate; ma, il credito da indicare come inesigibile può essere gravato dai soli interessi legali e le spese sono esclusivamente quelle fatturate dalla società incaricata del recupero e dell'attestazione di inesigibilità.

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