Ludmilla Karadzic

Siamo di fronte agli effetti collaterali di applicazione della legge in base alla quale la Pubblica Amministrazione (nella fattispecie l'INPS) prima di pagare importi superiori a 10 mila euro deve interrogare gli archivi di Equitalia per verificare se il beneficiario del pagamento non abbia conti in sospeso.

E dunque, il problema si riduce ad attendere che scompaiano dal database di Equitalia i riferimenti alle cartelle esattoriali già pagate, fruendo della rottamazione. I tempi dovrebbero essere brevi.

Dopodichè, prima che venga definito, con il passaggio in giudicato, il contenzioso sulla cartella esattoriale oggetto di ricorso, potrebbe farsi certificare da Equitalia il debito reale ad oggi e presentare istanza all'INPS affinché riduca, sulla base del documento prodotto, la somma trattenuta in via cautelativa.

Può sembrare paradossale, ma se l'INPS trasferisse davvero ad Equitalia quanto trattenuto del suo TFR in via cautelativa, lei potrebbe ancora più facilmente rientrare in possesso di buona parte dei suoi soldi.

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