Gennaro Andele

Nel ricorso in autotutela non è necessario ricorrere al "giuridichese". I funzionari che esamineranno l'istanza comprenderanno bene qual è la richiesta del contribuente.

Se chiedere solo l'applicazione delle riduzioni previste con l'acquiescenza (attraverso il pagamento immediato degli importi accertati, cosa che le è stata impedita) oppure l'annullamento in toto dell'ingiunzione fiscale per omessa notifica dell'atto presupposto, deve essere una sua scelta personale, considerando che la seconda opzione potrebbe pregiudicare l'accoglimento dell'istanza costringendola poi alla presentazione di un ricorso giudiziale.

Deve ricordare che i termini per adire la CTP restano fissati in 30 giorni dalla notifica dell'ingiunzione fiscale e non vengono sospesi dal ricorso in autotutela.

In caso di notifica postale l'obbligo di avviso al destinatario della consegna dell'atto nelle mani di terzi o in giacenza, con invio di una seconda raccomandata a/r, non esisteva fino alla conversione in legge del decreto “milleproroghe” (d.l.248/2007 convertito nella legge 31/2008). La legge 31/2008, infatti, all'art.36 comma 2 – quater e quinquies – ha modificato l'art.7 della legge 890/82, sancendo l'esistenza di tale obbligo per le notifiche postali effettuate dalla data della propria entrata in vigore, ovvero dal 1/3/2008.

Nell'articolo da lei citato è scritto: Per quanto d'interesse, l'articolo 40 del Dpr 655/1982 prevede che il piego spedito a mezzo raccomandata ordinaria che non abbia potuto essere distribuito rimane in giacenza per un periodo di trenta giorni nell'ufficio postale di destinazione, ove può essere ritirato dall'interessato (al quale deve essere dato avviso della giacenza dell'atto).

Il destinatario in quella occasione non aveva ritirato l'atto, nonostante l'avviso (cioè la raccomandata informativa) gli fosse stato inoltrato.

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