Chiara Nicolai

Può cominciare semplicemente con una raccomandata AR indirizzata alla sede della società di recupero crediti (all'attenzione dell'amministratore delegato) in cui diffida dal disporre visite domiciliari, non concordate, al suo indirizzo (meglio se riporta, conoscendolo, il nome del funzionario che si è presentato a casa sua svolgendo indagini presso i vicini in aperta violazione di qualsiasi elementare diritto alla privacy del debitore).

In seconda battuta, qualora l'episodio dovesse ripetersi, può denunciare l'accaduto con un esposto all'Autorità Giudiziaria presso polizia o carabinieri. Si tratta di azione molto efficace che comporta la conseguente segnalazione della società di recupero crediti a Banca d'Italia e alla Prefettura con rilevanti ricadute, qualora le violazioni venissero accertate, sull'attività svolta (sanzioni pecuniarie e sospensioni dei permessi).

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