Loredana Pavolini

La conversione del pignoramento può essere richiesta al giudice dell'esecuzione tramite istanza, prima che sia disposta l'assegnazione delle somme rinvenute in conto corrente. Tuttavia è necessario che il debitore depositi a garanzia una somma non inferiore ad un quinto dell'importo per cui è stato eseguito il pignoramento (comprensivo degli interessi e delle spese legali sostenute dal creditore procedente).

Naturalmente, una volta bloccato il conto corrente del debitore in seguito a pignoramento, il creditore procedente non accetterà mai la conversione rateizzata se sul conto sono state rinvenute disponibilità superiori ad un quinto del credito per cui egli ha promosso l'azione esecutiva.

In caso contrario, cioè qualora nessuna somma fosse disponibile in conto corrente o le liquidità pignorate risultassero inferiori al quinto del credito azionato, la conversione del pignoramento potrebbe servire ad accelerare i tempi di liberazione del conto corrente e potrebbe essere accettata dal creditore la rateizzazione del debito residuo all'anticipazione del 20%.

Ma, deve esser escluso da quanto esposto, che la conversione del pignoramento possa essere utilizzata come espediente dilatorio da parte del debitore.

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